C'è differenza. Identità di genere e linguaggi: storie, corpi, immagini e parole
Autori e curatori
Livello
Saggi, scenari, interventi. Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 240,   2a ristampa 2016,    1a edizione  2013   (Codice editore 1420.1.150)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 31,00
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In breve
Questo libro vuol favorire una riflessione sugli stereotipi presenti nella comunicazione. Le storie raccontate sono quelle delle progressive conquiste di parità, di autonomia, di libertà delle donne italiane. I destinatari sono soprattutto le donne nuove e i nuovi uomini, le studentesse e gli studenti delle scuole superiori.
Utili Link
La Gazzetta del Mezzogiorno Intervista a Graziella Priulla (di Gino Dato)… Vedi...
La 27a Ora Corriere.it La parità comincia dalla scuola (di Graziella Priulla)… Vedi...
Corvorosso.it Recensione… Vedi...
Giulia.globalist.it Un manuale contro gli stereotipi di genere… Vedi...
Sicilia in Rosa Uguali nelle differenze (di Maria Enza Giannetto)… Vedi...
Gioia A chi continua a dire "Se l'è cercata lei" (di Rossana Campisi)… Vedi...
Gioia Se l'è cercata lei (di Rossana Campisi)… Vedi...
Sicilia in Rosa Uguali nelle differenze (di Maria Enza Giannetto)… Vedi...
Globalist.it Crescono bullismo, sessismo e razzismo (di Graziella Priulla)… Vedi...
Leggendaria Recensione (di Ivana Rinaldi)… Vedi...
Presentazione del volume

Questo libro ha l'ambizione di porsi come manuale di educazione di genere; vuole favorire una riflessione sugli stereotipi presenti nella comunicazione per sviluppare nuove modalità che contribuiscano a creare nelle giovani generazioni identità positive e paritarie, che le aiutino a difendersi da modelli di femminilità e mascolinità limitativi delle potenzialità di ciascuna e di ciascuno.
Le storie che raccontiamo sono quelle delle progressive conquiste di parità, di autonomia, di libertà delle donne italiane. I corpi cui ci riferiamo sono quelli delle donne di oggi. Per le donne il corpo non segna la propria unicità allo stesso modo in cui lo fa per gli uomini, perché è il segno prioritario attraverso il quale da sempre sono guardate e pensate. Le immagini e le parole sono quelle impiegate dai mass media e dai linguaggi quotidiani per parlare di uomini e di donne.
Quattro sono i punti in cui si articola il volume:
- i concetti e la loro storia: di che cosa ci occupiamo, da dove veniamo;
- la lingua italiana: come parliamo;
- i mass media: che cosa guardiamo;
- l'educazione di genere: che cosa impariamo.

Il testo è rivolto soprattutto alle donne nuove e ai nuovi uomini, alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori e alle docenti che vogliono tener conto della dimensione del genere nella programmazione didattica. Contiene anche link a itinerari didattici mirati (la pubblicità sessista, la violenza di genere), offerti gratuitamente per facilitarne l'utilizzo collettivo.
La speranza è che l'identità di genere entri a pieno titolo nelle istituzioni formative: il piano educativo è essenziale per la formazione di linguaggi e orientamenti che, senza negare le differenze biologiche, le privino della carica di violenza, delle ambiguità e delle mistificazioni che storicamente hanno accompagnato le relazioni tra i sessi.

Graziella Priulla insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di scienze politiche e sociali dell'Università di Catania. Tra le sue pubblicazioni più recenti I caratteri elementari della comunicazione (Laterza), L'Italia dell'ignoranza (FrancoAngeli), Riprendiamoci le parole (Di Girolamo).

Indice

Premessa
Che genere di scuola?
I concetti e la loro storia
(Di che cosa ci occupiamo; Da dove veniamo; Che fatica; Vogliamo studiare; Vogliamo votare; Gli altri diritti; La violenza maschile sulle donne; Il nuovo millennio; E il lavoro?; In conclusione; Storia dell'identità di genere: bibliografia)
Le parole, i discorsi
(Gli stereotipi; Comunicare con le canzoni: non per forza stereotipi; La quotidiana responsabilità della parola; Quando le parole fanno male; Sessismo linguistico: bibliografia)
Le rappresentazioni nei mass media
(Le posizioni professionali; La televisione; La pubblicità; I canoni della bellezza femminile: Paride assegna la
Mela; Influenza dei media sull'identità di genere: bibliografia)
Educazione di genere
(Giochi e giocattoli; Le fiabe; Gli albi per l'infanzia; Educazione di genere: bibliografia)
Conclusioni.




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