Geografie della moda
Autori e curatori
Contributi
Ada Cattaneo, Ambrogia Cereda, Paola Chessa Pietroboni, Paola Colaiacomo, Diana Crane, Louise Crewe, Leopoldina Fortunati, Letizia Materassi, Flavio Merlo, Daniel Daniel Miller, Ivan Paris, Simona Segre Reinach, Roberto Terrosi, Karen Tranberg Hansen, Maria Antonietta Trasforini, Luisa Valeriani
Livello
Saggi, scenari, interventi
Dati
pp. 256,      1a edizione  2010   (Codice editore 1155.1.28)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 33,50
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788856822472

In breve
Il volume si interroga sulle nuove configurazioni di una geografia della moda, un settore dell’industria in cui l’intreccio tra globale e locale, tra territorio carico di identità e rete virtuale e internazionale costituisce la struttura stessa del sistema. La visione unilaterale della moda come di un fenomeno tipicamente occidentale risulta oggi praticamente insostenibile.
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Rivista Geografica Italiana Recensione… Vedi...
Presentazione del volume

Lo spazio e il tempo sono sempre stati fondamentali per la moda. Per farla, seguirla e comprenderla, però, è sempre stato sufficiente affidarsi al prevedibile susseguirsi delle presentazioni e delle passerelle: collezione autunno-inverno, collezione primavera-estate. Lo show aveva luogo sempre negli stessi centri: Parigi, New York, Londra e Milano, città da cui le mode si diffondevano nel resto del mondo. Una geografia della moda, dunque, è stata superflua fino a poco tempo fa.
Da una ventina d'anni, però, le cose non stanno più così: la rivoluzione del fast fashion ha impresso un'accelerazione al sistema produttivo, che propone mini collezioni e flash di collezione ogni poche settimane; alle tradizionali capitali della moda si aggiungono nuove piazze, metropoli sparse in tutto il mondo, dove sono cresciute esperienze formative, nuovi distretti produttivi, grandi fiere internazionali. L'intensificazione dei canali comunicativi ha favorito la globalizzazione dei processi creativi, dell'organizzazione produttiva, delle pratiche di consumo; il turismo internazionale di massa e la crescita economica di alcuni grandi Paesi hanno creato nuovi circuiti di consumo e dunque nuovi mercati. La geografia della moda è in movimento.
Il volume si interroga sulle nuove configurazioni di una geografia della moda. Il titolo al plurale denuncia subito il presupposto: è indispensabile identificare diverse Geografie della moda. In termini spaziali è possibile riscoprire la materialità del corpo come terreno di partenza, da cui i simboli vestimentari traggono origine; d'altro canto la moda costituisce un settore dell'industria in cui l'intreccio tra globale e locale, tra territorio carico di identità e rete virtuale e internazionale costituisce la struttura stessa del sistema. Questo intreccio alimenta il mito della moda, soprattutto di quella italiana, legata al marchio d'origine territoriale. Muta anche l'immaginario della moda e i canali commerciali: temporary shop, epicentri, mercati delle megalopoli. La visione unilaterale della moda come di un fenomeno tipicamente occidentale risulta così praticamente insostenibile.

Emanuela Mora insegna Sociologia dei prodotti culturali e Consumi e cittadinanza in Europa nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È membro del Consiglio direttivo del Centro per lo studio della moda e della produzione culturale (Modacult) dell'Università Cattolica e del board scientifico del Consorzio interuniversitario Milano Fashion Institute. Si occupa di moda e di industria culturale. Tra le sue più recenti pubblicazioni ricordiamo Fare Moda (Bruno Mondadori, 2009).

Indice


Emanuela Mora,
Introduzione
Parte I. Immaginare
Louise Crewe, Autorialità, autenticità e valore: la produzione del consumo entusiastico di moda
(Spazio: architettura della moda ed economia delle esperienze; Tempo: fast fashion e vendita al dettaglio itinerante; Veramente pazzamente profondamente: fan deliranti, drogati della conoscenza e coproduzione; Stratificazione, immagazzinamento e sedimentazione: l'abbigliamento usato come deposito di memoria e valore; Conclusioni)
M. Antonietta Trasforini, Tagli d'Habitus. Corpi culturali, linguaggi tessili e arte metonimica
(Introduzione. Arte e abiti; Arte metonimica e habitus; Flesh Dress: indossare il corpo intero; Made in: sartoria culturale e habitus; Dressed up: il cucito culturale; Conclusione: abiti vuoti e abiti pieni)
Letizia Materassi, Life style magazines: immaginari al maschile
(La stampa periodica maschile: una premessa; Rappresentazioni e stili di vita; Una maschilità patinata)
Leopoldina Fortunati, La moda e la geografia socio-politica del corpo
(Introduzione; Moda, spazio e tempo; Moda e corpo; Conclusioni)
Ambrogia Cereda,Fra margini e centro: la scrittura dei corpi
(Il corpo tatuato: la mappa-pelle della cultura?; Scrivere la mappa corporea: vita quotidiana vs vita eroica; Interpretare la mappa corporea)
Parte II. Produrre
Diana Crane, L'industria della moda e la globalizzazione della cultura
(Le organizzazioni della moda: dalla haute couture alla moda del lusso, ai brand fashion-oriented e alla fast fashion; La globalizzazione e la cultura della moda globale; Le culture della moda nazionali; Le politiche nazionali e internazionali riguardo alla globalizzazione nelle industrie della moda e dell'abbigliamento; Le conseguenze sociali e ambientali della globalizzazione dell'industria della moda; Conclusioni)
Paola Chessa Pietroboni, Flavio Merlo, I nodi della moda dalle reti locali ai mercati internazionali. Le risorse del made in Italy
(La rete locale; Il ragionar di filiera; Reti locali, problemi globali)
Simona Segre Reinach, Copiare, imitare, ispirare. Geografia e creatività nella moda
Parte III. Vendere
Karen Tranberg Hansen, Culture vestimentarie globali? Giovani, genere e abbigliamento di seconda mano a Lusaka, Zambia
(I mercati di abbigliamento di seconda mano in Zambia; La competenza in fatto di abbigliamento; L'estetica del completo e l'abbigliamento provocatorio: i dilemmi vestimenti dei giovani uomini; Codici e scelte di abbigliamento: le pratiche vestimentarie delle donne apamwamba; Conclusioni: stare al passo con i tempi e seguire la moda alla maniera zambiana)
Luisa Valeriani, Vestire l'immaginario. Fiorucci e le geo-comunità estetiche
(Prologo americano; I nuovi soggetti del mondo; L'America dei consumi e l'Europa del pensiero negativo; Le due Italie; La cultura Fiorucci; Avanguardia ne industria culturale; Habitus come performance; Consumi multitudinari e geo-comunità estetiche; Conclusioni)
Monadi esperienziali: terra, acqua, aria, fuoco, etere.
Ada Cattaneo, Uno studio sulle boutique milanesi e i nuovi trend-setter
(La rivoluzione copernicana e le monadi esperienziali; La ricerca; Geografie polisensuali del vestire milanese; I nuovi trend setter milanesi e la loro boutique ideale)
Parte IV. Consumare
Daniel Miller,I vestiti che mangiano le persone
(In India; A Trinidad; A Londra; Conclusioni)
Paola Colaiacomo, Pratiche dell'etnico
Ivan Paris, Moda e programmazione industriale. Gli "influenti" nella moda italiana degli anni Sessanta
(Da materiale a immateriale. Si inverte la catena di diffusione della moda; Troppe variabili in gioco: dalla pianificazione al coordinamento; La struttura degli "influenti")
Roberto Terrosi, Moda e mutamento culturale nel Giappone contemporaneo
Gli autori.




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