Il lavoro professionale e la civilizzazione del capitalismo. Il capitalismo cognitivo americano e la sfida economica cinese. Nuove strategie per le professioni e le attività creative
Autori e curatori
Livello
Saggi, scenari, interventi
Dati
pp. 272,      3a edizione, integrata  2005   (Codice editore 1420.163)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 28,50
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846471680

Presentazione del volume

Nel nostro tempo il lavoro "manuale", e in genere tutto il lavoro non fondato su conoscenze specifiche, è in piena crisi, trionfa invece e si espande il lavoro "professionale". È quest'ultimo il nuovo lavoro. Quale rilievo assumerà tale lavoro nelle società avanzate dei prossimi 20-30 anni?

Alla domanda risponde il primo saggio del volume, partendo dai caratteri essenziali del lavoro nella "società della conoscenza". Il testo mette a fuoco alcune importanti derive della professionalizzazione del lavoro: facendo passare al modello professionale gruppi umani investiti dal fattore "conoscenza" (manager, burocrati, imprenditori); legando il lavoro alla condizione umana, come oggi si presenta; coniugandolo col piacere e la gradevolezza della vita nonché con l'etica di servizio; aprendolo alla rappresentanza degli interessi a livello di Associazioni Professionali e Imprenditoriali. Esplicitando infine l'esigenza d'una vera e propria civilizzazione del capitalismo, il sistema economico che domina il mondo nel quadro dell'egemonia USA e della globalizzazione.

A quest'ultimo aspetto l'autore dedica un lungo capitolo, nel quale, partendo dalla nozione di "capitalismo cognitivo" (il capitalismo che non potrebbe esistere senza la scienza) spiega le ragioni per cui il lavoro professionale può concorrere, insieme con la democrazia, al superamento dell'assetto economico attuale.

Nel secondo saggio, Il capitalismo cognitivo americano e la sfida economica cinese, l'autore - prendendo lo spunto dagli avvenimenti del 2003 - analizza le grandi sfide economiche della seconda parte del XX secolo - la sfida giapponese, la sfida americana e la sfida cinese - e anticipa le conseguenze di quest'ultima, giungendo a proporre l'idea di "capitalismo ipercognitivo", la forma economica che potrebbe configurarsi nei contesti asiatici come la Cina e l'India, segnati da un'altissima densità umana e da una temibile potenzialità tecnologica, che spaventano gli operatori economici occidentali.

Gian Paolo Prandstraller è autore di numerosi saggi e ricerche dedicati alle professioni intellettuali e alle trasformazioni produttive e culturali che la conoscenza scientifica ha impresso alle società industriali. Per molti anni professore di Sociologia presso l'Università di Bologna, collaboratore di giornali e riviste, relatore in numerosi congressi su temi professionali, tenace difensore delle attività intellettive e creative per le quali auspica più potere e una migliore rappresentanza, fautore d'una efficace presenza della scienza nelle società attuali, ha recentemente pubblicato: L'uomo senza certezze e le sue qualità , Laterza, 19923; Relativismo e fondamentalismo , Laterza 1996; Professioni "terza" parte sociale , Sapere, Padova, 2000; La professionalizzazione del lavoro , Enciclopedia Treccani, Eredità del Novecento, Vol. II, 2001; Knowledge Workers , Technology Review, Gennaio-Febbraio 2001; voce Professioni nel III Supplemento dell'Enciclopedia del Novecento, Treccani, 2004.

Indice


Presentazione della seconda edizione
Parte I. Il lavoro professionale e la civilizzazione del capitalismo
Presentazione
Due domande preliminari: Esiste davvero la "società della conoscenza"? Il lavoro professionale è veramente essenziale alle società avanzate del nostro tempo?
Manager, imprenditori e burocrati si professionalizzano. Verso la professionalizzazione di tutto il lavoro?
Il valore del nuovo lavoro. Attività professionale e ozio creativo
La condizione umana oggi. Il lavoro come generatore di senso
Dalla società dei consumi al relativismo pragmatico: Nasce la sinergia lavoro-piacere
L'etica di servizio dei ceti produttivi. Per una sociologia dei nuovi raggruppamenti: imprenditori impegnati e knowledge workers
Confronto con la teoria della "creative class" di Richard Florida. I knowledge workers come forze sociale
La rappresentanza degli interessi nel lavoro professionale. Caratteri e scopi dell'associazione professionale
La crisi del "capitalismo cognitivo". Il lavoro professionale e la civilizzazione del capitalismo
Conclusioni. Sul futuro del nuovo lavoro
Riferimenti bibliografici
Parte II. Il capitalismo cognitivo americano e la sfida economica cinese
Premessa
La sfida giapponese: sfondo storico e caratteri
L'avvento del postindustriale e la sfida americana
L'economia "difficile" del capitalismo cognitivo e l'uomo senza certezze
Gli antefatti politici dello sviluppo cinese: la strategia della "porta aperta"
Gli anni 90. L'egemonia planetaria americana. Capitalismo finanziario e capitalismo cognitivo. Il pensiero critico su questi temi
Le motivazioni storiche delle tre sfide e le condizioni essenziali perché la sfida cinese abbia successo
La paura dell'Occidente nei confronti della Cina. Conseguenze della sfida cinese sugli imprenditori occidentali. Nuove chances per i produttori professionali e creativi
La Cina può essere il perno d'un nuovo equilibrio geo-politico?
L'evoluzione del capitalismo in seguito alle tre sfide. I knowledge workers in Cina, India e altri contesti
Verso un capitalismo ipercognitivo? La prospettiva cinese, e oltre