Tante Italie Una Italia.

Dinamiche territoriali e identitarie. Vol. I: Modi e nodi della nuova geografia

Contributi
Attilio Celant, Claudio Cerreti, Elena dell'Agnese, Roberta Gemmiti, Massimo La Nave, Fabio Lando, Carlo Lefebvre, Paolo Molinari, Massimo Quaini
Livello
Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 192,      1a edizione  2011   (Codice editore 1420.1.126)

Tante Italie Una Italia. Dinamiche territoriali e identitarie. Vol. I: Modi e nodi della nuova geografia
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In breve

Frutto dello sforzo collettivo dei migliori geografi italiani, il volume presenta una risposta ai quesiti su ciò che resta oggi della questione settentrionale, della Terza Italia, del Mezzogiorno, e soprattutto sui nuovi e tanti microcosmi che sembrano adesso prevalere.

Presentazione del volume

Che cosa è cambiato nell'economia e nel paesaggio urbano del nostro Paese nel mezzo secolo che va dagli anni Sessanta del secolo scorso ai nostri giorni? Quali ricadute hanno avuto i cambiamenti intercorsi sulla geografia economica del Paese?
La serie di volumi Tante Italie Una Italia risponde a questi quesiti attraverso una trentina di saggi di alcuni dei più autorevoli geografi italiani. Il riferimento, in particolare, è alle Tre Italie di cui si era cominciato a parlare poco dopo la metà del secolo scorso a seguito dell'industrializzazione di quell'"Italia di mezzo" - le Tre Venezie, l'Emilia-Romagna, le Marche e la Toscana - interposta tra il Nordovest di più antica industrializzazione e il Mezzogiorno. Articolata in quattro volumi autonomi, l'opera verifica per ciascuna delle Italie di quella tripartizione che cosa sia avvenuto dell'articolazione territoriale del mondo della produzione e dell'urbanizzazione, tracciando il panorama del paesaggio attuale.
Primo della serie, questo volume propone modi e nodi della nuova geografia nazionale: dal crescente peso del territorio e del locale nel mondo della produzione al processo attraverso il quale si è pervenuti alla particolare forma di federalismo dei nostri giorni; al ruolo operato da cinema e televisione nell'unificazione linguistica (e non solo) del Paese; al rapporto che Roma ha da sempre istituito tra la sua posizione geografica e la sua funzione di capitale; al suo posto nel sistema nazionale e internazionale; ai cambiamenti intervenuti nell'economia e alle ricadute negative sulla vita locale, ad esempio, delle regioni montuose (di cui hanno alterato i caratteri di un tempo cancellando spesso un mondo assai antico).
Un'opera articolata e di eccezionale spessore che si inquadra, con i suoi quattro volumi, nell'ambito delle manifestazioni organizzate per la ricorrenza del Centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia con il patrocinio di tutte le società e le istituzioni geografiche italiane.

Calogero Muscarà , professore emerito di geografia urbana della Sapienza, Università di Roma.
Guglielmo Scaramellini , professore ordinario di geografia all'Università di Milano.
Italo Talia , già professore ordinario di geografia urbana e politiche urbane all'Università Federico II di Napoli.

Indice



Editoriale
Fabio Lando, Le Regioni da Piero Maestri alla Costituzione
Paolo Molinari, Uno Stato, tante regioni: vecchie e nuove geografie amministrative a confronto
Elena dell'Agnese, Processi di unificazione nazionale e bipolarismo produttivo nella geografia dei media
Carlo Lefebvre, Massimo La Nave, Competitività e pubblica amministrazione. Il ruolo degli enti locali nei processi di sviluppo agli inizi del Terzo Millennio
Claudio Cerreti, Roma, da capitale a capitale
Attilio Celant, Roberta Gemmiti, Roma e le città globali Riflessioni sul ruolo della Capitale
Massimo Quaini, Crescita, decrescita e territorio. Dal laboratorio ligure una riflessione sui modi dello sviluppo.





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