Fascismo e pena di morte. Consenso e informazione
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Dati
pp. 608,      1a edizione  2000   (Codice editore 320.24)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 48.00
Condizione: esaurito
Disponibilità: Nulla
Codice ISBN: 9788846419507

Presentazione del volume

Le vicende che condussero al ripristino della pena di morte nell'Italia fascista e le coordinate politico-giuridiche entro cui la sanzione capitale fu prevista e trovò applicazione durante il ventennio sono uno dei temi più stimolanti ed appassionanti, eppur più trascurati della storia dì quel periodo. Ancor più sorprendente fu il modo di gestire l'informazione in materia da parte del regime e l'articolazione pressoché unanime de] consenso da parte dell'opinione pubblica e della dottrina specializzata. Solo uno studio approfondito, basato su materiali archivistici e giurisprudenziali inediti, e che coniughi equamente la prospettiva storica, quella politico-criminale e quella tecnico-giuridica può offrire spunti di sorprendente attualità.

Le ragioni della grave scelta di politica criminale operata dal fascismo, l'analisi della disciplina concreta introdotta dapprima per i reali politici e poi per quelli comuni, l'esame di circa 200 sentenze di condanne a morte emesse dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato e dalle varie Corti d'assise del Regno, i commenti politici, i resoconti della stampa, le prese di posizione dei criminalisti dell'epoca sono gli ingredienti indispensabili di un racconto obiettivo che ha il solo fine di far piena luce su di una pagina tanto contraddittoria della storia del diritto penale italiano.

Giovanni Tessitore insegna Diritto e procedura penale presso il polo didattico di Agrigento dell'Università di Palermo. In questa stessa Collana ha pubblicato il nome e la cosa.. Quando la mafia non si chiamava mafia (1997).

Indice


Parte I. Principi e valori
La pena di morte nella storia e nella tradizione giuridico-filosofica
(La tradizione storica dell'abolizionismo e il pensiero di Cesare Beccaria; L'influsso dell'Illuminismo e la riforma del sistema penale in Toscana; Le oscillazioni degli intellettuali e dei politici in materia di pena di morte. La "scuola pisana" e il "pentimento" di Giovanni Carmignani. La Rivoluzione francese e il "pentimento di Massimiliano Robespierre e di Jean Paul Marat; La formazione dello Stato italiano e la prima legislazione post-unitaria. Il codice Zanardelli del 1889; L'applicazione della pena di morte negli Stati sardi e nel Regno d'Italia; Il dibattito tra le "due scuole" penalistiche e la tendenza della dottrina all'abolizionismo. Il tecnicismo giuridico di Arturo Rocco)
Le vicende che condussero alla reintroduzione della pena di morte nell'Italia fascista
(Il fascismo e il nuovo clima politico-istituzionale. La cosiddetta "politica degli attentati" e le sue deleterie conseguenze; Il primo serio tentativo di uccidere Benito Mussolini: il complotto Zaniboni-Capello; Gli attentati del '26: la lucida follia di Violet Gibson; Segue: il problema dei "fuoriusciti" e il terzo attentato compiuto da Gino Lucetti; Segue: il "caso Zamboni"; La reazione popolare, il consenso e l'adesione di massa al fascismo. L'adozione dei provvedimenti eccezionali per la difesa dello Stato e il ripristino della sanzione capitale per i delitti "politici"; L'autentico colpo di Stato: la "storica seduta" del 9 novembre 1926 a Montecitorio, nella memoria dei protagonisti, nei resoconti parlamentari....; ... e nelle cronache giornalistiche; Il dibattito sulla pena di morte al Senato; Il colpevole agnosticismo della dottrina giuridica italiana; Le riviste specializzate e la propaganda di regime: la "fabbrica del consenso"; La reintroduzione della pena di morte per i delitti "comuni". Il dibattito che precedette la promulgazione del codice Rocco; I pareri delle varie Corti di Appello del Regno...; Le reazioni alle scelte di politica criminale del legislatore del 1931)
La disciplina della pena di morte nei provvedimenti per la difesa dello stato e nei codici Rocco
(La Relazione ministeriale e le giustificazioni filosofiche e morali del ripristino della pena di morte per i delitti "politici": dall'individualismo kantiano allo "Stato etico" di Hegel; Le fattispecie capitali introdotte con i "Provvedimenti per la difesa dello Stato"; Le teorie sulla pena in generale e le risposte del legislatore del 1926 alle tradizionali obiezioni degli abolizionisti; Le altre disposizioni in tema di delitti "politici" contenute nei "Provvedimenti per la difesa dello Stato"; Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato: funzioni e composizione; Lo speciale procedimento militare per i delitti "politici"; Le reazioni della dottrina giuridica italiana; Il clima politico-culturale entro cui maturò il codice Rocco; Il nuovo codice ed il problema della sanzione capitale; La pena di morte come conseguenza giuridica del reato; Modificazione ed estinzione della pena di morte; Il trattamento carcerario e la condizione giuridica del condannato a morte; La pena di morte nel diritto processuale penale; I procedimenti per grazia: l'istituto della "clemenza sovrana" tra il XIX secolo e il XX secolo; L'esecuzione della pena di morte: le regole e la prassi)
Parte II. L'applicazione concreta
I processi politici
(Il fascismo e la "cultura" della pena di morte. Le direttrici empiriche della ricerca; L'attività del TSDS; Il problema della temporaneità della legislazione eccezionale per la difesa dello Stato: il regime delle varie proroghe; Il primo processo capitale dell'era fascista: il "caso Della Maggiora", ovvero della trasformazione in "politico" di un delitto "comune"; Il problema delI'irredentismo e del terrorismo slavo; Il sogno di un ribelle: la fucilazione di Michele Schirru, l'anarchico ideatore di un ipotetico attentato alla vita di Mussolini e mancato suicida; I giustiziati del "decennale" del regime: Domenico Bovone ed Angelo Sbardellotto; Casi di spionaggio militare; Lo scoppio della seconda guerra mondiale: altri casi di spionaggio. La 1. 582/1940 e l'inasprimento delle sanzioni per i delitti comuni commessi durante il "coprifuoco"; L'equivoco della "guerra-lampo" e la tragedia: il dl 1715/ 1940 contro gli accaparratori ed i sabotatori dell'economia nazionale; Il drammatico evolversi del conflitto e gli ultimi processi capitali dinanzi il TSDS; Un problema di assai difficile soluzione: la gestione dei cadaveri dei condannati a morte "politici")
I processi comuni
(I processi capitali, anno per anno, dal 1931 al 1943; I processi capitali dinanzi le Corti d'assise coloniali)
Le vicende che condussero all'abolizione della pena di morte dopo la caduta del regime fascista
(I governi Badoglio e Bonomi di fronte al problema della pena capitale; Il dibattito dinanzi l'Assemblea Costituente).