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Gli stili comportamentali di monitoring e blunting nella gestione delle minacce alla salute: l'esempio del rischio e della malattia oncologica
Titolo Rivista: PSICOLOGIA DELLA SALUTE 
Autori/Curatori: Suzanne M. Miller, Kerry A. Sherman, Joanne S. Buzaglo, Michelle Rodoletz 
Anno di pubblicazione:  2000 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  12 Dimensione file:  145 KB

Nel corso dell’ultimo decennio la ricerca nell’ambito della psicologia della salute ha utilizzato con successo concetti psicologici basilari nell’intento di ampliare l’attuale comprensione del ruolo delle differenze individuali nella gestione di sfide e stressor connessi allo stato di salute (es. Lazarus, 1991; Rothman e Salovey, 1997; Taylor, 1990). In questo lavoro applicheremo alla psicologia della salute una cornice teorica composita, ovvero l’approccio "cognitivo-affettivo" alle differenze individuali (Miller et al., 1996d), che integra una serie di dati e riflessioni teoriche provenienti da diverse aree delle scienze cognitivo-comportamentali e dalla valutazione di interventi di consulenza e comunicazione (es. Carver e Scheier, 1981; Sarason, 1979). Iniziamo con una panoramica su questa cornice cognitivo-affettiva, che delinea il processo attraverso il quale gli individui elaborano cognitivamente e affettivamente le informa-zioni riguardanti minacce alla propria salute (Miller e Schnoll, 2000). In particolare, vogliamo evidenziare due stili caratteristici (monitoring e blunting) di risposta alle minacce alla sa-lute, utilizzando come esempio il contesto oncologico. Il cancro offre un paradigma ideale per lo studio delle risposte a sfide connesse alla salute, dal momento che le minacce legate al can-cro sono spesso realistiche e complesse; richiedono dunque la capacità continuativa di prendere decisioni, l’aderenza e la modulazione dell’ansia nel tempo (Miller e Diefenbach, 1998a). Inol-tre, il contesto oncologico tocca un’ampia gamma di situazioni, da individui sani con rischio medio di cancro, a individui con alto rischio (ad esempio per predisposizione genetica, o per una precedente esposizione a elementi cancerogeni, o per svantaggio socio-demografico), a in-dividui ai quali è stato già diagnosticato il cancro, a individui che sono sopravvissuti al cancro.


Suzanne M. Miller, Kerry A. Sherman, Joanne S. Buzaglo, Michelle Rodoletz, in "PSICOLOGIA DELLA SALUTE" 3/2000, pp. , DOI:

   

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