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Quando lo scheletro può uscire dall'armadio. Chi cura un'istituzione che cura?
Titolo Rivista: GRUPPI 
Autori/Curatori: Annamaria Burlini, Ermete Ronchi 
Anno di pubblicazione:  2002 Fascicolo: 3 Gruppo e servizi Lingua: Italiano 
Numero pagine:  32 Dimensione file:  140 KB

Nel dibattito, nelle polemiche e nelle curiosità dei nostri giorni c’è chi sostiene che è vicino il giorno in cui avremo a disposizione un farmaco per ogni emozione. Ad esempio potrebbe essere prossima la scoperta di una sostanza specifica per l’ansia d’attesa da ritardato collegamento ad internet o da disservizio del server o anche da attacco di hacker al proprio sito o al proprio computer. L’implicito di quest’approccio è che ad emozioni debbano corrispondere farmaci e che le emozioni siano da gestire solo a livello individuale. È quindi insensato chiedersi chi cura un’istituzione, ed in particolare chi è in grado di prendersi cura di un’istituzione che cura. In questo scritto intendiamo riflettere su un approccio, quello della psicoterapia ad orientamento psicoanalitico individuale, gruppale ed istituzionale, che considera le emozioni come risorsa a più livelli. Nel caso che qui presenteremo, più parti nascoste hanno trovato voce; anche uno scheletro è uscito dall’armadio diventando realtà pensabile all’interno di gruppalità istituzionali in formazione. Con un adeguato training è possibile infatti apprendere a prendersi cura di una più vasta gamma di emozioni, anche di quelle nascoste nel ruolo e nella cultura organizzativa, considerandole non come un male da curare o da nascondere o da mettere sul conto di qualcuno, ma come risorsa in grado di favorire trasformazioni nell’interesse di tutti. Un intervento istituzionale fondato su queste premesse accosta stati di malessere e sofferenza diffusa, accompagnando i membri di un’istituzione, o di parte di essa, al conseguimento di un maggiore benessere. Attraverso il caso di intervento in un’istituzione di cura, vengono rivisitati alcuni concetti e strumenti di lavoro propri dell’approccio psicoterapeutico integrato qui delineato, indicando competenze e tecniche di base che consentono di far interagire proficuamente cognizioni ed emozioni nel loro articolarsi tra individuo, gruppo ed istituzione.


Annamaria Burlini, Ermete Ronchi, in "GRUPPI" 3/2002, pp. , DOI:

   

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