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Un vestito nuovo per l'imperatore. Considerazioni sulla fenomenologia del potere
Titolo Rivista: SOCIOLOGIA DEL DIRITTO  
Autori/Curatori: Persio Tincani 
Anno di pubblicazione:  2003 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  30 Dimensione file:  164 KB

Questo articolo affronta l’argomento dell’obbedienza come elemento centrale delle relazioni di potere. A partire da una definizione di Weber, si distingue il potere dalla potenza proprio sulla base della diversa aspettativa che il dominan-te ripone nell’obbedienza prestata dai dominati. Nel primo caso, esisterebbe una aspettativa di obbedienza (e un rappor-to stabile tra i due termini del rapporto), nel secondo caso no. Dal punto di vista del dominato, ciò è esemplificato nella distinzione hartiana tra avere un obbligo ed essere obbligati: il primo caso ricorre nelle relazioni di potere, il secon-do nelle ipotesi (non-relazioni) di potenza fondate, spesso in via esclusiva, sulla minaccia. La minaccia, tuttavia, non ricorre soltanto nel caso della potenza, ma è un importante strumento al quale il dominante ricorre anche nelle relazioni di potere. La norma giuridica, con il suo schema precetto-sanzione, può infatti essere vista come un ordine sostenuto da una minaccia (Holmes). Seguendo l’analisi di Popitz si mostra che dal punto di vista del dominante (in qualsiasi relazione) la minaccia comporti costi minori rispetto ad altre forme di rafforzamento del co-mando (come la promessa di un premio o di un vantaggio). La struttura della minaccia, inoltre, rende agevole il bluff, cioè il minacciare un male che in realtà non sia possibile in-fliggere, scommettendo sull’obbedienza. Ciò rende le figure di potere e potenza assai più vicine di quanto appaiano, da-to che in entrambi i casi il minacciante non è in grado di verificare a priori se il proprio ordine sarà obbedito. A partire da Elias Canetti, si propone un’interpretazione che estende l’ipotesi del bluff alla figura della grazia. Nell’ultima parte del saggio, viene presentata una lettura delle ragioni dell’obbedienza dal punto di vista del dominato attraverso due tesi tra loro collegate: da un lato, le ragioni dell’obbedienza potrebbero essere spiegate con un principio di economia dei costi decisionali; d’altro lato, esse potrebbero riposare nella condivisione di un sistema cognitivo nel quale ogni violazione viene punita. La favola dell’imperatore e del suo vestito meraviglioso è un fedele ritratto di en-trambe.


Persio Tincani, in "SOCIOLOGIA DEL DIRITTO " 2/2003, pp. , DOI:

   

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