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La disponibilità degli operatori sanitari a donare gli organi: influenza delle conoscenze e delle opinioni
Titolo Rivista: PSICOLOGIA DELLA SALUTE 
Autori/Curatori: Gaetano Trabucco, Giuseppe Verlato, Lorella Fontana, Elena Bravi, Maddalena Marcanti, Francesco Procaccio, Giuseppe Moretto, Alessandro Mazzucco 
Anno di pubblicazione:  2004 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  10 Dimensione file:  102 KB

Gli operatori sanitari giocano un ruolo chiave nell’ottenere dai familiari di un paziente in stato di morte cerebrale l’autorizzazione alla donazione di organi e tessuti e nell’educazione della popolazione in generale. Scopo di questo studio è valutare in che modo il sapere scientifico e le opinioni personali incidono sull’atteggiamento verso la donazione, nel personale sanitario di un grande ospedale. Metodi: 1793 operatori sanitari dell’Azienda Ospedaliera di Verona sono stati sottoposti ad un questionario anonimo, sviluppato dal servizio di Psicologia Clinica, e la percentuale di risposta è stata del 74.8%. In questo studio vengono prese in considerazione sole le domande inerenti le conoscenze scientifiche relative alla definizione di morte cerebrale, alle idee personali, all’atteggiamento verso la donazione di organi e verso il trapianto, all’autovalutazione del livello di conoscenze possedute. L’analisi statistica è stata svolta sui 1249 soggetti per i quali erano disponibili queste informazioni, mediante il test del X2 e l’utilizzo di un modello logistico di regressione per l’analisi multivariata. Risultati: gli operatori sanitari sono più propensi a donare gli organi dei congiunti in morte cerebrale, quando considerano questa condizione la morte reale (86.6% vs 53.2% p < 0.001). La propensione a donare gli organi è particolarmente bassa, quando la morte cerebrale viene definita come coma o amnesia (65.1%), mentre aumenta quando è definita come una cessazione delle funzioni cerebrali ma non di tutta l’attività biologica (77.9%) o quando è equiparata alla completa cessazione di tutte le funzioni biologiche (81.4%) (p = 0.008). L’analisi multivariata ha evidenziato che la disponibilità a donare gli organi di un familiare in stato di morte cerebrale risente più delle convinzioni personali che della capacità di saper definire correttamente la morte cerebrale (p < 0.001). Conclusione: la disponibilità a donare gli organi di un proprio familiare dipende dalle credenze personali piuttosto che dalle conoscenze scientifiche. Questo risultato se confermato da ulteriori studi dovrà essere attentamente considerato nella programmazione di percorsi formativi rivolti agli operatori sanitari, specie se si considera che due terzi degli intervistati ha espresso il desiderio di volerne sapere di più.


Gaetano Trabucco, Giuseppe Verlato, Lorella Fontana, Elena Bravi, Maddalena Marcanti, Francesco Procaccio, Giuseppe Moretto, Alessandro Mazzucco, in "PSICOLOGIA DELLA SALUTE" 2/2004, pp. , DOI:

   

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