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Lo psicologo in un servizio ADI e Anziani: una competenza invisibile?
Titolo Rivista: GRUPPI 
Autori/Curatori: Dario Capelli, Maria Michelazzo, Chiara Vaggi, Antonella Tissot 
Anno di pubblicazione:  2006 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  13 Dimensione file:  67 KB

In questo articolo descriviamo gli sviluppi che il ruolo dello psicologo ed il suo setting hanno avuto in seguito al cambiamento di paradigma scientifico ed ai cambiamenti strutturali dei servizi sociosanitari. L’intervento dello psicologo si apre a comprendere i bisogni degli utenti e dei loro caregiver, i vissuti degli operatori, le dinamiche interne al gruppo di lavoro ed è finalizzato ad una presa di coscienza e a una integrazione delle varie componenti in gioco. A nostro parere questa elaborazione lunga e complessa appare caratterizzata da una scarsa visibilità, si muove su un piano ancora implicito, rende il lavoro dello psicologo quasi scontato e poco riconosciuto sul piano istituzionale. Pensiamo che questa difficoltà sia solo in parte dovuta alle complicate emozioni che si attivano durante i cambiamenti e alla difficoltà del lavoro psicologico che spetta a chi sta accanto alla malattia grave quando propone il recupero ed il riconoscimento di quelle parti della propria mente che spesso non sono considerate perché troppo dolorose. C’è anche una forte carenza culturale intorno alla nostra figura professionale a cui si potrebbe ovviare con un lavoro accurato di informazione alla popolazione. L’articolo descrive inoltre un intervento di gruppo proposto ai familiari di pazienti affetti da demenza che si è dimostrato efficace.


Dario Capelli, Maria Michelazzo, Chiara Vaggi, Antonella Tissot, in "GRUPPI" 1/2006, pp. , DOI:

   

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