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La macchina di cattura. I campi come dispositivo di controllo della mobilità migrante
Titolo Rivista: MONDI MIGRANTI 
Autori/Curatori: Federico Rahola 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  13 P. 69-81 Dimensione file:  782 KB
DOI:  10.3280/MM2009-002005
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Il ricorso massiccio a campi (di detenzione, identificazione, accoglienza, ecc.) sembra essere la principale risposta istituzionale per governare il movimento di soggetti a vario titolo !fuori posto". L’articolo prende le mosse dalla proliferazione di centri di confinamento che investe la superficie striata del presente: esplora la continuità tra manifestazioni all’apparenza opposte di campo, ne rilegge la diffusione globale in base al più generale processo di deterritorializzazione dei confini del presente, e ne suggerisce una specifica produttività, come dispositivi che incombono su soggetti displaced ratificandone una costante internabilità e deportabilità. I campi, in questa prospettiva., emergono come snodi di un apparato di cattura che più che definire un’esclusione radicale produce forme di inclusione differenziali all’interno di una superficie problematicamente unificata.


Keywords: Centri di identificazione e di detenzione; migranti; richiedenti asilo; rifugiati; politiche per la gestione dei confini.



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Federico Rahola, in "MONDI MIGRANTI" 2/2009, pp. 69-81, DOI:10.3280/MM2009-002005

   

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