La traduzione, esigenza e possibilità dell'opera

Titolo Rivista: PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE
Autori/Curatori: Alberto Luchetti
Anno di pubblicazione: 2010 Fascicolo: 2 Lingua: Italiano
Numero pagine: 12 P. 189-200 Dimensione file: 359 KB
DOI: 10.3280/PU2010-002003
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Che la traduzione, altra professione impossibile, sia costruzione dell’originale è esemplarmente evidenziato dalla psicoanalisi, che interroga in modo peculiare il rapporto dell’uomo col linguaggio e le lingue. Freud, oltre a praticare la traduzione e a usarla insistentemente come metafora, arrivò a proporla come modello della memoria e del funzionamento psichico, dunque ipotizzando l’inconscio come intradotto e intraducibile, eppure incessantemente ritradotto. Alla maniera dei "ritratti compositi" o "immagini generiche" di Galton, la sovrapposizione delle diverse traduzioni dell’opera freudiana nelle diverse lingue, nella loro oscillazione tra etnocentrismo e "prova dello straniero", tra ricentramento e decentramento, contribuiscono a figurare concretamente l’astrazione dell’inconscio sessuale, la scoperta del volto eccentrico di ogni individualità. In questo senso la traduzione costituirebbe non solo una esigenza ma altresì una possibilità dell’opera freudiana.

Alberto Luchetti, La traduzione, esigenza e possibilità dell'opera in "PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE" 2/2010, pp 189-200, DOI: 10.3280/PU2010-002003