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Lo spirito dell’analisi nella trascendenza della centralità egoica
Titolo Rivista: STUDI JUNGHIANI 
Autori/Curatori:  Romano Màdera 
Anno di pubblicazione:  2010 Fascicolo: 32 Spiritualità e pratica clinica Lingua: Italiano 
Numero pagine:  14 P. 45-58 Dimensione file:  86 KB
DOI:  10.3280/JUN2010-032003
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Nel pensiero di Jung lo spirito può essere avvicinato al senso, come la tensione opposta alla dimensione predeterminata del comportamento istintivo. Da questo punto di vista si può cogliere l’importanza centrale che la spiritualità ha per la clinica, poiché nel disagio dell’anima è, in ultima analisi, in gioco il senso. Se da un lato l’impianto teorico junghiano è sbilanciato nella direzione di un possibile riduzionismo psicologistico della dimensione spirituale, tendenza che trova la sua estremizzazione nella psicologia di Hillman e di Giegerich, dall’altro proprio Jung apre la via di una necessaria rivisitazione della clinica nella direzione di una trascendenza dell’incentramento egoico. Si propone allora una trasformazione della prassi analitica in direzione di una mancata coltivazione della ricerca del senso a partire da un lavoro mitobiografico che riprenda l’idea di Hadot di una filosofia come stile di vita. Ciò comporta sensibili trasformazioni del tempo del rapporto analitico, della "fine" dell’analisi, della stabilizzazione degli insight. L’apertura all’esercizio spirituale diventa allora continuazione e sviluppo dell’analisi stessa.


Keywords: Spiritualità, trascendenza, senso, filosofia antica, Hadot, mito biografia

Romano Màdera, in "STUDI JUNGHIANI" 32/2010, pp. 45-58, DOI:10.3280/JUN2010-032003

   

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