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Nascere come psicoterapeuta nel confine tra la vita e la morte
Titolo Rivista: RUOLO TERAPEUTICO (IL) 
Autori/Curatori: Cinzia Beccattini 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: 116  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  16 P. 35-50 Dimensione file:  568 KB
DOI:  10.3280/RT2011-116005
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Le cure palliative, ponendo al centro del proprio interesse la persona nella sua totalità e accettando di parlare di morte, rappresentano, oggi, per la medicina moderna e per la cultura contemporanea in generale, una provocazione ma anche un’occasione di crescita. In questo mondo tutti i curanti, al di là del loro ruolo professionale, sono chiamati a confrontarsi con il senso di precarietà, la complessità dell’esperienza del dolore e della separazione. Lo psicologo, in particolare, avverte che i concetti tradizionali di setting, domanda, ruolo entrano in una tensione tale da far dubitare che l’intervento psicologico possa essere denominato terapia. Nel presente articolo si racconta, attraverso l’esperienza concreta di una psicoterapeuta in formazione, la nascita e lo sviluppo del lavoro psicologico in un hospice e ci si interroga sulla possibilità di definire terapia tale intervento. Si ipotizza che proprio sulla natura etica della relazione con la persona malata, si fondi il valore terapeutico dell’intervento.


Keywords: Cure palliative, dolore, persona, setting, domanda, ruolo, terapia



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Cinzia Beccattini, in "RUOLO TERAPEUTICO (IL)" 116/2011, pp. 35-50, DOI:10.3280/RT2011-116005

   

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