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Economic thought at the European Commission and the creation of EMU (1957-1991)
Titolo Rivista: STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO 
Autori/Curatori: Ivo Maes 
Anno di pubblicazione:  2010 Fascicolo: Lingua: Inglese 
Numero pagine:  18 P. 63-80 Dimensione file:  344 KB
DOI:  10.3280/SPE2010-002004
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To understand macroeconomic and monetary thought at the European Commission, two elements are crucial: firstly, the Rome Treaty, as it determined the mandate of the Commission and, secondly, the economic ideas in the different countries of the European Community, as economic thought at the Commission was to a large extent a synthesis and compromise of the main schools of thought in the Community. Initially, economic thought at the Commission was mainly a fusion of French and German ideas, with a certain predominance of French ideas. Later, Anglo-Saxon ideas would gain ground. At the beginning of the 1980s, the Commission’s analytical framework became basically medium-term oriented, with an important role for supply-side and structural elements and a more cautious approach towards discretionary stabilisation policies. This facilitated the process of European integration, in the monetary area too, as consensus on stabilityoriented policies was a crucial condition for EMU. Over the years, the Commission has taken its role as guardian of the Treaties and initiator of Community policies very seriously, not least in the monetary area. It has always advocated a strengthening of economic policy coordination and monetary cooperation. In this paper, we first focus on the different schools which have been shaping economic thought at the Commission. This is followed by an analysis of the Rome Treaty, especially the monetary dimension. Thereafter, we go into the EMU process and the initiatives of the Commission to further European monetary integration. We will consider three broad periods: the early decades, the 1970s, and the Maastricht process.

Per comprendere le teorie macroeconomiche e monetarie prevalenti alla Commissione Europea, sono necessari due elementi: il primo è il Trattato di Roma, in quanto esso determinò l’ambito di intervento della Commissione, l’altro sono le idee economiche nei vari paesi della Comunità Europea, in quanto il pensiero economico della Commissione fu in gran parte la sintesi ed un compromesso delle principali scuole di pensiero europee. Inizialmente, si trattava principalmente di una fusione delle idee francesi e tedesche, con una leggera predominanza per quelle francesi. Successivamente, anche le idee del mondo anglosassone acquistarono importanza. All’inizio degli anni Ottanta, il contesto analitico della Commissione divenne essenzialmente orientato al medio termine, con un ruolo importante assegnato alla supply side e ad elementi strutturali, accompagnato da un approccio più cauto per politiche discrezionali di stabilizzazione. Ciò agevolò il processo di integrazione europea, anche nell’ambito monetario, in quanto il consenso sulle politiche orientate alla stabilità era una condizione essenziale per l’Unione Economica e Monetaria. Col passare del tempo, la Commissione ha assunto con grande serietà il ruolo di garante dei Trattati e di suggeritore di politiche comunitarie, anche nell’area monetaria. Ha sempre sostenuto il rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche e la cooperazione monetaria. In questo scritto, analizziamo prima di tutto le diverse scuole che hanno caratterizzato il pensiero economico della Commissione, per poi osservare il Trattato di Roma, soprattutto nella sua dimensione monetaria. Guarderemo poi al processo di UEM ed alle iniziative della Commissione per accelerare l’integrazione monetaria europea. Considereremo tre grandi momenti: i primi decenni, gli anni Settanta ed il processo di Maastricht.
Keywords: EMU, Governance economica, Cooperazione monetaria, Commissione Europea
Jel Code: A11, B20, E60, F02, N14, P16



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Ivo Maes, in "STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO" 2/2010, pp. 63-80, DOI:10.3280/SPE2010-002004

   

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