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«Liberazione dall’aborto»: l’articolato universo delle donne, il Pci e l’approvazione della legge 194
Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO 
Autori/Curatori: Monica Cesaritti 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  30 P. 39-68 Dimensione file:  352 KB
DOI:  10.3280/MON2011-001002
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Con la diffusione del neofemminismo in Italia si impose nel dibattito pubblico la questione della regolamentazione dell’interruzione volontaria di gravidanza, considerata reato dal codice penale fascista ancora in vigore negli anni Settanta. Il dibattito coinvolse i partiti politici e vide in prima linea le donne. Furono le militanti della sezione femminile del Pci a imporre all’intero partito la discussione sull’aborto e la necessità di un impegno concreto per l’approvazione di una giusta legge in materia. La maggiore sensibilità della sezione femminile fu dovuta anche al costante contatto con le iscritte dell’Udi che, a loro volta, si confrontarono dapprima in scontri anche accesi, poi in dibattiti con posizioni sempre più simili, ma mai del tutto convergenti, con i gruppi neofemministi. Dal punto di vista politico fu difficile arrivare all’elaborazione di una legge: l’iter parlamentare incontrò numerosi ostacoli, ma infine, grazie al Pci che seppe mediare tra le istanze dei partiti laici e di quelli cattolici, gli uni a favore della liberalizzazione, gli altri per il mantenimento del reato di aborto, fu possibile giungere all’approvazione di una legge condivisa, la n. 194.


Keywords: Partito comunista italiano (Pci), Unione donne italiane (Udi), neofemminismo, donne, aborto, legge 194



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Monica Cesaritti, in "MONDO CONTEMPORANEO" 1/2011, pp. 39-68, DOI:10.3280/MON2011-001002

   

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