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L’amministrazione Reagan e il terrorismo mediorientale. I casi del Libano e della Libia
Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO 
Autori/Curatori: Mattia Toaldo 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  28 P. 69-96 Dimensione file:  331 KB
DOI:  10.3280/MON2011-001003
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L’articolo ricostruisce le idee e le proposte che sono state alla base della politica dell’amministrazione Reagan contro il terrorismo mediorientale, analizzando specificamente i casi dell’intervento in Libano (1982-1984) e dell’attacco contro la Libia del 1986. In entrambi i casi gli Stati Uniti si ritrovarono di fronte alla minaccia terroristica ed in entrambi i casi intervennero militarmente con le loro forze armate, non attraverso Stati o organizzazioni alleate. Lo scopo è di analizzare le maggiori idee portate avanti dai diversi membri dell’amministrazione Reagan e che sarebbero divenute popolari in seguito: la guerra preventiva, il sostegno statale al terrorismo, l’estensione delle prerogative dell’esecutivo, il cambiamento di regime e l’enfasi sul terrorismo come epifenomeno, piuttosto che l’analisi dei nemici che lo utilizzavano contro gli Usa. In base a questa analisi, l’autore conclude che l’amministrazione Reagan, sebbene abbia realizzato politiche spesso inefficaci e contraddittorie contro il terrorismo mediorientale, servì da terreno di coltura per le idee e le scelte politiche di quella che sarebbe diventata, nei primi anni Duemila, la "guerra globale al terrorismo".


Keywords: Amministrazione Reagan, terrorismo mediorientale, Libia, Libano, neoconservatori, guerra al terrorismo



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Mattia Toaldo, in "MONDO CONTEMPORANEO" 1/2011, pp. 69-96, DOI:10.3280/MON2011-001003

   

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