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La prospettiva dell’Unione europea: dare preminenza al mercato interno o rivedere la dottrina Laval?
Titolo Rivista: GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI  
Autori/Curatori: Rebecca Zahn, Bruno de Witte 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: 131  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  14 P. 433-446 Dimensione file:  289 KB
DOI:  10.3280/GDL2011-131006
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La Corte del lavoro svedese ha deciso il caso Laval con sentenza del 2 dicembre 2009. Essa ha applicato ai privati i principi del diritto dell’Unione relativi alla responsabilità dello Stato al fine di condannare al risarcimento dei danni un’organizzazione sindacale per aver intrapreso un’azione collettiva illegittima. L’ampia interpretazione del diritto europeo data dai giudici svedesi è problematica sotto diversi punti di vista. Il rinnovato quadro costituzionale europeo, a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, pone in una nuova prospettiva non solo la decisione della Corte svedese, ma anche la stessa sentenza Laval della Corte di giustizia. Alla luce di ciò, gli autori si chiedono se la Corte svedese abbia adottato un’interpretazione corretta con riferimento alla questione della responsabilità in caso di violazione del diritto dell’Unione, e discutono alcune delle più vaste questioni sollevate dalla sentenza.


Keywords: Responsabilità nel diritto dell’Unione; Sindacati; Danni; Quadro costituzionale europeo; Trattato di Lisbona; Cedu

Rebecca Zahn, Bruno de Witte, in "GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI " 131/2011, pp. 433-446, DOI:10.3280/GDL2011-131006

   

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