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Senza giovani la società inaridisce
Titolo Rivista: QUESTIONE GIUSTIZIA  
Autori/Curatori: Giuseppe Roma 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: 3-4 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  12 P. 177-188 Dimensione file:  412 KB
DOI:  10.3280/QG2011-003014
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La questione giovanile ha avuto, dall’avvio della Repubblica, un alterno interesse da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Dopo una declinante attenzione ci troviamo, ora, in un punto di possibile rimbalzo. La progressiva marginalizzazione delle nuove generazioni e la passività che ha caratterizzato l’ultimo decennio sembra cedere il passo a un attivismo che riempie le piazze della protesta in Italia, in Spagna e in Francia. Strumenti come i social networks, ritenuti parte del problema in quanto causa della minore capacità di relazione diretta e aggregazione, costituiscono, ora, il riferimento decisivo per far circolare informazioni e rendere più attive le culture di gruppo. Da cosa deriva quella che è apparsa improvvisamente come una rivendicazione innanzitutto di maggiore visibilità e considerazione? I giovani appaiono nel dibattito politico come una massa amorfa e indifferenziata, ed è per questo che le proposte sono sempre troppo generiche. È utile, quindi, cercare di dipanare una matassa aggrovigliata, mettendo in fila le varie componenti di questa crisi generazionale.




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Giuseppe Roma, in "QUESTIONE GIUSTIZIA " 3-4/2011, pp. 177-188, DOI:10.3280/QG2011-003014

   

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