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Willem Adolph Visser’t Hooft e il federalismo europeo. Dalla Resistenza alle iniziative per l’unità europea nel dopoguerra
Titolo Rivista: CITTADINANZA EUROPEA (LA) 
Autori/Curatori: Filippo Maria Giordano 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  18 P. 93-110 Dimensione file:  108 KB
DOI:  10.3280/CEU2011-002005
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Con l’entrata in vigore il 1° dicembre 2009 del Trattato di Lisbona è stato conferito carattere vincolante alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. La Corte europea di giustizia, dopo quella data, ha già richiamato le disposizioni della Carta in oltre trenta sentenze. Viene qui fatta una valutazione di questa prima giurisprudenza, ponendo l’accento sul fatto che la Corte ha, in linea generale, pienamente valorizzato la portata garantista del Bill of rights dell’Unione, assumendolo in alcuni casi come parametro di legittimità ‘costituzionale’ degli atti normativi sovranazionali. Il ruolo della Carta si profila oggi come centrale nello sviluppo della giurisprudenza ‘multilivello’ ed influenzerà inevitabilmente anche gli orientamenti dei giudici nazionali, anche al di là del suo ambito di applicazione diretta, così rafforzando la dimensione sostanziale della cittadinanza europea.




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Filippo Maria Giordano, in "CITTADINANZA EUROPEA (LA)" 2/2011, pp. 93-110, DOI:10.3280/CEU2011-002005

   

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