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L'articolo 8 della legge 14 settembre 2011 n. 148 e la morte annunciata del diritto del lavoro
Titolo Rivista: QUESTIONE GIUSTIZIA  
Autori/Curatori: Ponterio Carla, Riverso Roberto 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  13 P. 63-75 Dimensione file:  148 KB
DOI:  10.3280/QG2011-006006
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A nemmeno due mesi dalla firma unitaria dell’accordo interconfederale del giugno 2011, le relazioni industriali trovano una nuova fonte esterna di regolamentazione con l’art. 8 della legge di manovra finanziaria (legge 14 settembre 2011 n. 148 di conversione del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138), con cui si introduce la generale e praticamente illimitata derogabilità da parte della contrattazione aziendale e territoriale agli assetti disciplinati dal contratto collettivo nazionale e, ciò che rappresenta la vera rottura con il sistema previgente, alla legge. Il pericolo concreto è rappresentato - al di là della volontà delle parti sociali - dalla morte del diritto del lavoro, che sin qui ha risposto a una naturale vocazione all’inderogabilità del principio di legge, e all’eguaglianza del trattamento, su tutto il territorio nazionale, garantito nella sua effettività dall’uniforme applicazione in sede giurisdizionale.




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Ponterio Carla, Riverso Roberto, in "QUESTIONE GIUSTIZIA " 6/2011, pp. 63-75, DOI:10.3280/QG2011-006006

   

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