Il metodo tassometrico: uno strumento statistico per lo studio della struttura latente di un costrutto

Titolo Rivista: RICERCHE DI PSICOLOGIA
Autori/Curatori: Andrea Epifani
Anno di pubblicazione: 2011 Fascicolo: 1 Lingua: Italiano
Numero pagine: 15 P. 7-21 Dimensione file: 465 KB
DOI: 10.3280/RIP2011-001001
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Il problema della struttura latente dei costrutti è centrale in psicologia clinica e in psichiatria. Spesso queste discipline si avvalgono di etichette diagnostiche create arbitrariamente, le quali vengono considerate a priori come indicative di reali differenze qualitative tra i soggetti. Il DSM-IV-TR rappresenta un esempio di questa tendenza. Tuttavia la struttura latente di un costrutto dovrebbe essere esaminata empiricamente, tramite strumenti statistici che siano in grado di valutare se un campione di soggetti, esaminati in base a un determinato costrutto, mostra differenze quantitative (continue) oppure qualitative (categoriali) tra i soggetti. Nel primo caso il campione avrà un’unica classe latente dimensionale; nel secondo avrà almeno due classi latenti, una definita taxonica, l’altra complemento. Una delle metodologie più affidabili per testare la struttura latente è il metodo tassometrico, il quale comprende una serie di tecniche che si basano sull’analisi della relazione tra gli indicatori di un costrutto, esaminandone il comportamento matematico. L’ispezione delle curve generate dalle tecniche tassometriche permette di trarre conclusioni circa la struttura latente, che può essere categoriale oppure dimensionale. Il metodo tassometrico ha ricevuto diverse validazioni ed è stato ampiamente utilizzato negli ultimi anni, proponendosi come una metodologia potente e affidabile nello studio della struttura latente.

Andrea Epifani, Il metodo tassometrico: uno strumento statistico per lo studio della struttura latente di un costrutto in "RICERCHE DI PSICOLOGIA " 1/2011, pp 7-21, DOI: 10.3280/RIP2011-001001