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Post-filosofia e migliorismo La sfida estetica di Richard Rorty
Titolo Rivista: SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA) 
Autori/Curatori: Rosa M. Calcaterra 
Anno di pubblicazione:  2012 Fascicolo: 44 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  18 P. 7-24 Dimensione file:  355 KB
DOI:  10.3280/LAS2012-044001
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La centralità della categoria temporale del futuro e la preminenza della "conversazione umana" sono gli aspetti basilari della versione rortiana del pensiero democratico americano e della filosofia pragmatista. Nel rinnovare gli assunti di base del migliorismo statunitense, Rorty chiama in causa le consonanze tra autori come John Dewey e William James e le istanze anti-fondazionaliste provenienti dall’Europa, in vista di un ripensamento radicale della pratica filosofica. Essa va intesa non più alla stregua di una ricerca dei fondamenti ultimi della realtà ma piuttosto come un impegno edificante basato sul criterio della Social Hope. Gli autori del pragmaatismo sono frequentati con disinvoltura da Rorty, che condivide con James e particolarmente con Dewey la fiducia nella capacità costruttiva dell’intelligenza umana e nella cooperazione sperimentale degli individui, accantonando invece Peirce e la sua importante nozione di "infinite hope".




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Rosa M. Calcaterra, in "SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)" 44/2012, pp. 7-24, DOI:10.3280/LAS2012-044001

   

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