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Flessibilità e tutele nella riforma del lavoro
Titolo Rivista: GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI  
Autori/Curatori: Tiziano Treu 
Anno di pubblicazione:  2013 Fascicolo: 137  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  51 P. 1-51 Dimensione file:  466 KB
DOI:  10.3280/GDL2013-137001
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Il saggio contiene un’analisi generale della recente riforma del lavoro (l. n. 92/2012). In premessa si ricostruisce l’iter formativo del provvedimento anzitutto nel dibattito fra le parti sociali e il governo, di cui si sottolinea l’andamento contrastato, e poi in sede parlamentare, dove si è verificata una larga convergenza politica sul testo e sulle sue modifiche, che peraltro non ha impedito forti tensioni e diffuse critiche. Il saggio discute l’impostazione generale della legge ispirata al modello europeo della flexicurity, mettendola a confronto con le esperienze di altri paesi e tenendo conto delle particolarità italiane. Sottolinea inoltre l’importanza della delega sulla partecipazione dei lavoratori nell’impresa, che è indicata fra i principi ispiratori del provvedimento. Il commento rileva la non completa corrispondenza dei principali blocchi della legge rispetto agli obiettivi dichiarati dal governo e ai modelli europei: la persistente debolezza degli ammortizzatori sociali, accentuata dalla storica inadeguatezza degli strumenti di politica attiva del lavoro; l’importanza della promozione dell’apprendistato come canale privilegiato di ingresso dei giovani al lavoro; le scelte contrastanti in tema di flessibilità in entrata, consistenti da una parte in una parziale liberalizzazione del contratto a termine, dall’altra in interventi limitativi dei contratti a progetto, partite IVA, associazione in partecipazione, con il ricorso alla tecnica delle presunzioni e, per altro verso, con l’aumento dei costi contributivi (interventi non omogenei che riflettono la mancanza di una rivisitazione complessiva del lavoro autonomo); infine, la modifica dell’art. 18 dello St.lav. che realizza il superamento dell’anomalia italiana della reintegrazione come unica sanzione del licenziamento ingiustificato e riconduce la reintegrazione a ipotesi tassativamente indicate dalla legge, sostanzialmente marginali rispetto alla indennità risarcitoria. Il saggio sottolinea, infine, l’importanza delle vicende applicative della legge, opportunamente soggette a monitoraggio, e il ruolo decisivo non solo della giurisprudenza, ma della contrattazione collettiva che è chiamata a modificare la normativa con interventi ai vari livelli nazionali e decentrati.


Keywords: Riforma del mercato del lavoro; Legge n. 92/2012; flexicurity.

Tiziano Treu, in "GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI " 137/2013, pp. 1-51, DOI:10.3280/GDL2013-137001

   

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