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La famiglia con funzionamento psicotico: il setting come vertice di osservazione
Titolo Rivista: INTERAZIONI 
Autori/Curatori: Daniela Lucarelli, Gabriela Tavazza 
Anno di pubblicazione:  2013 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  16 P. 11-26 Dimensione file:  500 KB
DOI:  10.3280/INT2013-001002
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Le autrici propongono una riflessione circa l’uso del setting nel trattamento psicoterapeutico della famiglia, ponendo soprattutto l’attenzione alle famiglie a transazione psicotica. Dopo un breve excursus teorico sull’evoluzione del concetto di setting, si soffermano sulle concettualizzazioni sul setting, a loro avviso, più importanti e particolarmente originali e utili per pensare alla situazione clinica presentata, come quelle di Winnicott, di Bleger, di Searles e di Kaës. Secondo le autrici, le qualità di attendibilità e regolarità del setting sono considerate importanti soprattutto con i pazienti regrediti, in quanto permettono la costituzione di un "ambiente facilitante". Viene presentato un materiale clinico che mostra un uso del setting inconsueto che può essere considerato espressione dell’attività mentale dell’analista al lavoro in ascolto del bisogno dei pazienti.


Keywords: Setting, famiglia, variazioni nel setting, funzione mentale dell’analista

  1. Bleger J. (1967). Psicoanalisi del setting psicoanalitico. In Bleger J., Simbiosi e ambiguità. Loreto: Lauretana, 1992, pp. 285-300.
  2. Bollas Ch. (1987). Usi espressivi del controtransfert. In Bollas Ch., L’ombra dell’oggetto. Psicoanalisi del conosciuto non pensato. Milano: Cortina, 1989.
  3. Donnet J.L. (2001). De la règle fondamentale à la situation analysante. Int. J. Psychoanal., 82, 1: 129-140.
  4. Eiguer A. (2004). L’inconscient de la maison. Paris: Dunod.
  5. Gaddini A., Riefolo G. (2008). Transfert verso il setting e processo analitico. In Ferruta A. (a cura di), I Transfert. Cambiamenti nella pratica clinica. Roma: Borla.
  6. Kaës R. (2007). Un singolare plurale. Roma: Borla.
  7. Macalpine I. (1950). The development of the transference. Psychoanal. Quart., 19: 501-539.
  8. Pellizzari G. (2006). Il concetto psicoanalitico di “setting”. AeP. Adolescenza e Psicoanalisi, 1: 21-35.
  9. Racamier P.C. (1980). Les schizophrènes. Paris: Payot (trad.it.: Gli schizofrenici. Milano: Cortina, 1983).
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  11. Roussillon R. (1995). Logiques et archéologiques du cadre psychanalytique. Paris:
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  13. Searles H.F. (1960). L’ambiente non umano nello sviluppo normale e nella schizofrenia. Torino: Einaudi, 2004.
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  15. Winnicott D.W. (1961). La teoria del rapporto infante-genitore. In Winnicott D.W., Sviluppo affettivo e ambiente. Roma: Armando, 1970.
  16. Winnicott D.W. (1963). La paura del crollo. In Winnicott D.W., Esplorazioni psicoanalitiche. Milano: Cortina, 1995, p. 105.
  17. Winnicott D.W. (1953). Oggetti transizionali e fenomeni transizionali. In Winnicott D.W., Dalla Pediatria alla Psicoanalisi. Firenze: Martinelli, 1975, pp. 275-290.

Daniela Lucarelli, Gabriela Tavazza, in "INTERAZIONI" 1/2013, pp. 11-26, DOI:10.3280/INT2013-001002

   

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