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Un laboratorio di musicoterapia in carcere: educare i minori reclusi tramite l’elemento sonoro
Titolo Rivista: PSICOLOGIA DI COMUNITA’ 
Autori/Curatori: Mario Danilo Rosa 
Anno di pubblicazione:  2014 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  7 P. 93-99 Dimensione file:  33 KB
DOI:  10.3280/PSC2014-001008
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Le discipline umanistiche hanno dato un grande contributo alla comprensione dei fenomeni di devianza minorile, proponendo diverse strategieper cercare di rendere l’esperienza della detenzione, laddove inevitabile, un’occasione di effettiva rieducazione.Il presente lavoro illustra come la musicoterapia, nata con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita tramite l’utilizzo dell’elemento sonoro (musica, suono, ritmo),si presti nella sua declinazione educativaa un efficace e innovativo impiego all’interno di istituzioni penitenziarie. Si espongono le fasi salienti di progettazione, realizzazione e verifica di un laboratorio di musicoterapia condotto presso l’Istituto Penale Minorile di Acireale (CT), evidenziando i risultati del percorso, i punti di forza e le criticità emerse.


Keywords: Musicoterapia, carcere, devianza, minori, educazione, laboratorio.

  1. Caneva P.A. (2007). Songwriting. La composizione di canzoni come strategia di intervento musicoterapico. Roma: Armando. Ducourneau G. (2001). Elementi di musicoterapia. trad. it. Torino: Cosmopolis.
  2. Kalani (2004). Together in rhythm. A facilitators guide to Drum Circle Music, Los Angeles (USA): Alfred.
  3. Koch K. (1994). Il reattivo dell’albero. Firenze: Giunti Organizzazioni Speciali.
  4. Lorenzetti L.M. (1989). Dalla educazione musicale alla musicoterapia. Padova: Zanibon.
  5. Lüscher M. (1976). Il test dei colori. Roma: Astrolabio.
  6. Sloboda J.A. (1985). La mente musicale. trad. it. Bologna: il Mulino.

Mario Danilo Rosa, in "PSICOLOGIA DI COMUNITA’" 1/2014, pp. 93-99, DOI:10.3280/PSC2014-001008

   

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