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Etnopsicoanalisi o il perturbante nella psicoanalisi
Titolo Rivista: INTERAZIONI 
Autori/Curatori: Ludovica Grassi 
Anno di pubblicazione:  2014 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  10 P. 11-20 Dimensione file:  41 KB
DOI:  10.3280/INT2014-001002
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L’etnopsicoanalisi s’innesta sulla originaria propensione della psicoanalisi a confrontarsi con l’alterità e con quanto vi è di perturbante nel familiare. Per entrambe, infatti, è centrale il ruolo dell’inconscio e degli affetti (in particolare dell’angoscia) nella clinica e nella costruzione di teorie. L’approccio complementarista, introdotto da Devereux, richiede l’utilizzazione sia della chiave di lettura psicoanalitica, sia di quella antropologica, senza rinunciare alla singolarità del soggetto nella cura. Il setting transculturale e il lavoro della nostalgia, per le loro qualità transizionali, possono favorire la ripresa dei processi di soggettivazione quando la migrazione ed eventuali ulteriori traumi ne hanno provocato l’interruzione.


Keywords: Etnopsicoanalisi, alterità, migrazione, lavoro della nostalgia.

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Ludovica Grassi, in "INTERAZIONI" 1/2014, pp. 11-20, DOI:10.3280/INT2014-001002

   

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