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Problemi di psicoterapia. Alla ricerca del "vero meccanismo d’azione" della psicoterapia
Titolo Rivista: RUOLO TERAPEUTICO (IL) 
Autori/Curatori: Paolo Migone 
Anno di pubblicazione:  2015 Fascicolo: 128 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  8 P. 43-50 Dimensione file:  225 KB
DOI:  10.3280/RT2015-128005
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Il termine Sé può essere inteso in due modi molto diversi: il primo si riferisce al Sé come una "cosa", una struttura con delle funzioni, la mente o la persona, e in questo caso si parla sempre in terza persona; il secondo modo è invece soggettivo, cioè esperienziale, nel senso della rappresentazione che una persona ha di se stessa (ad esempio può avere una buona autostima). Nel neonato, non essendovi ancora l’autoconsapevolezza, non si può parlare di Sé come rappresentazione, ma solo di Sé come struttura. Gli approcci fenomenologici o umanistici, prescindendo dal concetto di inconscio, in genere usano il termine di Sé come rappresentazione conscia, sottovalutando così l’ipotesi - tipicamente psicoanalitica - che la coscienza possa basarsi su un autoinganno (Freud diceva che «l’Io non è padrone in casa propria»). Viene infine discussa la differenza tra il Sé e le strutture Es, Io e Super-Io, e fatte alcune ipotesi sui motivi per cui nella psicoanalisi contemporanea viene sempre più usato il termine Sé.


Keywords: Sé, Sé come rappresentazione, Sé come struttura, Sé neonatale, Sé in psicoanalisi

Paolo Migone, in "RUOLO TERAPEUTICO (IL)" 128/2015, pp. 43-50, DOI:10.3280/RT2015-128005

   

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