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Dalla comparazione alla integrazione giuridica: la via della cittadinanza europea
Titolo Rivista: CITTADINANZA EUROPEA (LA) 
Autori/Curatori: Luigi Moccia 
Anno di pubblicazione:  2015 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  29 P. 5-33 Dimensione file:  102 KB
DOI:  10.3280/CEU2015-002001
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Il saggio sviluppa una riflessione sull’attualità dello studio comparativo del diritto, declinato nel verso dell’integrazione giuridica europea, per la formazione di un giurista e di un diritto europeo, come uno dei principali compiti odierni di questo studio. A tal fine occorre un cambio di passo metodologico che trova nella cittadinanza dell’Unione, insieme nazionale ed europea, una nuova forma paradigmatica di cittadinanza, incardinata su valori e diritti fondamentali a diffusione transnazionale, che ripropongono la centralità del soggetto, nella dimensione di una pluralità di contesti ordinamentali, quale cittadinanza plurima, differenziata. Viene così in rilievo un nuovo ordine giuridico europeo, come modello di integrazione e coesione che si legittima e prende corpo sul piano e a misura dell’attribuzione di diritti (e doveri) che trovano il loro fondamento non più nella sola appartenenza allo stato-nazione, ma che tendono, anzi, a contrastarne la chiusura entro la sola sfera della sovranità statuale, per aprirli a una dimensione sovranazionale di spazio di condivisione di valori e principi, di cui tali diritti (e doveri corrispondenti) sono espressione, in quanto spazio di cittadinanza comune. Si tratta dello spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia, destinato a realizzare condizioni di pienezza di soggettività giuridica per i cittadini degli stati membri, senza distinzione in base alla nazionalità, ma anche condizioni di accoglienza e garanzia per i cittadini di paesi terzi (migranti e rifugiati in particolare, apolidi inclusi). Il richiamo finale è, quindi, a una nuova figura di giurista più consapevole del suo ‘essere europeo’, capace cioè di farsi ponte di comunicazione e apertura del proprio ordinamento (nazionale) con gli ordinamenti degli altri paesi membri e con l’ordinamento stesso dell’Unione, mediante lo sviluppo su basi comparative di un nuovo ius commune europeo.


Luigi Moccia, in "CITTADINANZA EUROPEA (LA)" 2/2015, pp. 5-33, DOI:10.3280/CEU2015-002001

   

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