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Il lavoro appassionato e i dispositivi ideologici
Titolo Rivista: INTERAZIONI 
Autori/Curatori: Laura Ambrosiano 
Anno di pubblicazione:  2015 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  14 P. 72-85 Dimensione file:  59 KB
DOI:  10.3280/INT2015-002006
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Il lavoro non ha un significato univoco, ma questo evolve con l’evolvere dei costumi, della mentalità, della cultura diffusa e delle ideologie che la supportano. Abbiamo bisogno di avvertire la complessità delle vicissitudini lavorative e di costruire una eziologia multifattoriale del dolore psichico. In questo contributo, l’autrice si propone di osservare alcuni grandi dispositivi ideologici che hanno organizzato il nostro modo di concepire il lavoro a partire dal secondo dopo-guerra e il tipo di sofferenza che questi hanno contribuito a diffondere. Si propone, inoltre, di avanzare alcune ipotesi su come gli psicoanalisti abbiano partecipato alla messa a punto di questi dispositivi ideologici, ora implicitamente supportandoli e introiettandoli, ora portandone in evidenza gli aspetti capaci di produrre disagio negli individui.


Keywords: Dispositivi ideologici, mentalità, sublimazione

  1. Agamben G. (2006). Cos’è un dispositivo? Milano: Nottetempo.
  2. Ambrosiano L., Gaburri E. (2013). Pensare con Freud. Milano: Cortina.
  3. Ambrosiano L., Sarno M. (2016). Corrotti e corruttori. Ipotesi psicoanalitiche. Milano: Mimesis.
  4. Bion W. (1965). Trasformazioni. Il passaggio dall’apprendimento alla crescita. Roma: Armando, 1973.
  5. Dejours C. (2011). “Sul lavoro. Una domanda a Christophe Dejours”. A cura di Alberto Luchetti. Rivista di Psicoanalisi, LVII, 4: 983-1004.
  6. Freud S. (1887-1904). Lettere a Wilhelm Fliess. Torino: Bollati Boringhieri 1986
  7. Freud S. (1910). Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci. OSF, vol. 6. Torino: Bollati Boringhieri.
  8. Freu S. (1914). Introduzione al narcisismo. OSF, vol. 7. Torino: Bollati Boringhieri.
  9. Gaburri E., Ambrosiano L. (2003). Ululare con i lupi. Conformismo e rêverie. Torino: Bollati Boringhieri. (ristampa Milano: Mimesis, 2013).
  10. Gaburri E. (2006). La promessa delirante e i pifferai magici. Psiche, 2: 13-29.
  11. Giglioli D. (2014). Critica della vittima. Roma: Nottetempo.
  12. Giglioli D. (2015). Stato di minorità. Roma-Bari: Laterza.
  13. Loewald H.W. (1988). La sublimazione. Torino: Boringhieri.
  14. Luchetti A. (a cura di) (2011). “Sul lavoro. Una domanda a Christophe Dejours”. Rivista di Psicoanalisi, LVII, 4: 983-1004.
  15. Kaës R. (2012). Malessere. Roma: Borla.
  16. Moretti E. (2012). La nuova geografia del lavoro. Milano: Mondadori.
  17. Preta L. (2015). La brutalità delle cose. Trasformazioni psichiche della realtà. Milano: Mimesis.
  18. Riolo F. (2002). La trasformazione psicoanalitica. Rivista di Psicoanalisi, XLVIII, 4: 821-834.
  19. Rizzi P. (2013). Cinema e lavoro. SPIweb 2013.
  20. Sennett R. (1998). L’uomo flessibile. Le conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale. Milano: Feltrinelli, 1999.
  21. Valdrè R. (2014). On sublimation. A path to destiny of desire, theory, and treatment. London: Karnac (trad. it. Sulla sublimazione. Un percorso del destino del desiderio nella teoria e nella cura. Milano: Mimesis, 2015).
  22. Williams P. (2013). Il quinto elemento. Milano: Mimesis

Laura Ambrosiano, in "INTERAZIONI" 2/2015, pp. 72-85, DOI:10.3280/INT2015-002006

   

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