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Musei e gestione della memoria in Israele
Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO 
Autori/Curatori: Monica Miniati 
Anno di pubblicazione:  2015 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  10 P. 159-168 Dimensione file:  49 KB
DOI:  10.3280/MON2015-003007
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La nota focalizza l’attenzione sul processo di decostruzione e ri-articolazione della memoria avviato in Israele dai musei etnici a partire dagli anni Settanta. Luoghi di ridefinizione di ruoli e di spazi nella memoria collettiva nazionale di un segmento subalterno e stigmatizzato quale i mizrahim, (ebrei mediorientali e nordafricani), tali musei hanno etnicizzato l’esperienza diasporica, elaborando una narrazione autonoma e più completa rispetto alla master narrative sionista. Tale "de-monopolizzazione" in ambito museale restituisce Israele nel suo reale profilo di nazione articolata su un insieme di comunità di memoria. I musei etnici, espressione di storie e culture distinte e scandite dall’esclusione, si contrappongono al messaggio veicolato dall’istituzione ufficiale per eccellenza, il Museo della Diaspora (Beit Ha-Tefuzot) di Tel Aviv, contrassegnato da una visione monolitica dell’ebraismo diasporico. I musei etnici suscitano un cruciale interrogativo su ciò che fa di gallerie d’arte, centri di conservazione del patrimonio culturale, spazi di senso per le comunità che vi sono narrate: non devono essere queste ultime le artefici privilegiate del loro allestimento?


Keywords: Musei etnici, Israele, decostruzione e ri-articolazione della memoria, ebraismo diasporico, etnicità, mizrahim

Monica Miniati, in "MONDO CONTEMPORANEO" 3/2015, pp. 159-168, DOI:10.3280/MON2015-003007

   

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