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L’integrazione della Self Mirroring Therapy nel protocollo CBT per il trattamento del disturbo ossessivo compulsivo: un caso clinico
Titolo Rivista: QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA 
Autori/Curatori: Piergiuseppe Vinai, Maurizio Speciale, Michela Alibrandi 
Anno di pubblicazione:  2016 Fascicolo: 38 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  10 P. 107-116 Dimensione file:  91 KB
DOI:  10.3280/QPC2016-038008
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La terapia cognitiva comportamentale si è dimostrata essere il trattamento psicoterapeutico di maggiore efficacia nella cura del disturbo ossessivo compulsivo (DOC), con tassi di remissione del disturbo che variano dal 38 al 50% dei casi. Una delle maggiori difficoltà che s’incontrano nel trattamento di tale disturbo è la scarsa capacità dei pazienti affetti da DOC di riconoscere e gestire le loro emozioni. Un valido aiuto per affrontare questa problematica è l’integrazione della Self Mirroring Therapy (SMT) nei protocolli già validati per il trattamento del disturbo. Questo articolo, presenta il caso clinico di Marta, donna di 35 anni, affetta da disturbo ossessivo compulsivo e trattata con il "Modello cognitivo del disturbo ossessivo compulsivo" (Mancini, 2004, Il disturbo ossessivo compulsivo. In B. Bara, Manuale di Psicoterapia Cognitiva) integrato con la SMT. La terapia si è articolata in cinque fasi durante le quali sono stati trattati i differenti aspetti del disturbo attraverso la videoregistrazione degli ABC. Adistanza di sei mesi dalla fine della terapia, la paziente non ha più mostrato sintomatologia ossessiva e si è concessa di ascoltare le sue emozioni e di accettarsi con i suoi errori e le sue mancanze.


Keywords: Self Mirroring Therapy, disturbo ossessivo compulsivo, neuroni specchio, alessitimia, psicoterapia cognitiva.

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Piergiuseppe Vinai, Maurizio Speciale, Michela Alibrandi, in "QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA" 38/2016, pp. 107-116, DOI:10.3280/QPC2016-038008

   

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