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Diritto penale minimo
Titolo Rivista: SOCIOLOGIA DEL DIRITTO  
Autori/Curatori: Morris L. Ghezzi 
Anno di pubblicazione:  2016 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  7 P. 159-165 Dimensione file:  132 KB
DOI:  10.3280/SD2016-001007
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È ormai tempo di affrontare organicamente il tema del diritto penale minimo. Non si tratta di operare su pene edittali e durata di carcerazione, ma di depurare il diritto penale da tutti quei reati, che, non essendo di sangue o di violenza, non vi appartengono per loro stessa natura, ma, al massimo, possono ricadere come fattispecie sotto il diritto civile od amministrativo. Il problema sociologico attuale è il crescente estendersi dell’uso del diritto penale come espressione del potere dominante e totalitario dello Stato e del suo atteggiamento arrogante di supremazia nei confronti dei cittadini. Pertanto il diritto penale minimo è ormai non solo una esigenza di carenza sistemica e di logistica giudiziaria, ma anche un imperativo a tutela delle libertà democratiche, che rischiano di essere compressa da una troppo estesa legittimazione dello Stato nell’uso esclusivo della forza


Keywords: Diritto penale minimo - Depenalizzazione - Democrazia

  1. Baratta, Alessandro, 1982. Criminologia critica e critica del diritto penale. Bologna: il Mulino.
  2. Cordero, Franco, 1985. Criminalia. Nascita dei sistemi penali. Roma-Bari: Laterza.
  3. Sorrentino, Tommaso, 1999. Storia del processo penale. Dall’Ordalia all’Inquisizione. Soveria Mannelli: Rubbettino.

Morris L. Ghezzi, in "SOCIOLOGIA DEL DIRITTO " 1/2016, pp. 159-165, DOI:10.3280/SD2016-001007

   

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