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La paranoia nel cinema (prima parte)
Titolo Rivista: PSICOBIETTIVO 
Autori/Curatori: Giorgio Villa 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  11 P. 153-163 Dimensione file:  705 KB
DOI:  10.3280/PSOB2017-001011
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Il disturbo paranoico è quello più frequentemente rappresentato nel cinema sin dai primi anni del ’900 partendo dal film di Pabst I misteri di un’anima (1926). Lo stesso Libro Rosso di Jung può essere visto come lo sviluppo di una pre-visione paranoica. Facendo ricorso a spunti clinici e descrivendo esperienze professionali e personali, l’autore indaga il mondo del paranoico attraverso la lettura di alcune memorabili scene cinematografiche. La descrizione di specifici artifici scenografici e di diverse soluzioni cinematografiche da parte dei registi descritti contribuisce alla individuazione di alcuni temi centrali della rappresentazione paranoica dellla realtà. Attraverso spunti clinici e racconti sia professinali che personali, l’autore delinea un excursus cinematografico sul tema della paranoia a partire dai primi decenni del secolo scorso fino alla fine degli anni ’90. Vengono presi in esame infatti alcuni film che riescono a rendere il mondo del paranoico nel suo interno vissuto (A Beautiful Mind) ed anche i rapporti fra paranoia e thriller sia di tipo poliziesco (Hitchcock) che psicoanalitico (Polanski e Bunuel).


Keywords: Paranoia; cinema; induzione della follia; paranormale; Libro Rosso; Jung.

  1. Cavazzoni E. (1987) Il poema dei lunatici, Bollati Boringhieri, Torino
  2. Jung C.G. (2009) Il Libro Rosso, Bollati Boringhieri, Torino, 2010

Giorgio Villa, in "PSICOBIETTIVO" 1/2017, pp. 153-163, DOI:10.3280/PSOB2017-001011

   

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