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La funzione conoscitiva del sintomo
Titolo Rivista: RICERCA PSICOANALITICA 
Autori/Curatori: Furio Lambruschi 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  17 P. 37-53 Dimensione file:  196 KB
DOI:  10.3280/RPR2017-003004
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Nel presente articolo i possibili significati e il valore funzionale del sintomo vengono delineati alla luce della cornice epistemologica e teorica offerta dal modello psicopatologico e psicoterapeutico di tipo cognitivo-costruttivista, con la teoria dell’attaccamento saldamente ancorata al proprio interno. In questa prospettiva, la comprensione del comportamento umano, sia nelle sue manifestazioni adattative che psicopatologiche, è possibile solo attraverso la ricostruzione della continuità e coerenza dei suoi processi di sviluppo, di come tali processi diano luogo a specifiche organizzazioni conoscitive individuali, e di come tali organizzazioni, se sbilanciate, possano produrre lungo il ciclo di vita individuale quei particolari quadri psicopatologici che definiamo disturbi clinici. I sintomi si evidenziano allora come specifiche modalità volte al mantenimento (del legame) dello stato di relazione con le proprie figure d’attaccamento e quindi di una adeguata coerenza e stabilità del senso di sé che in tali relazioni prende forma. Possono, altresì, essere letti come "metafore incompiute" di aree emozionali critiche non adeguatamente riconosciute, articolate ed espresse nella relazione con l’altro significativo.


Keywords: Psicoterapia cognitivo-costruttivista, teoria dell’attaccamento, itinerari di sviluppo, regolazione emotiva, significato personale, organizzazioni di significato personale, "metafore incompiute".

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Furio Lambruschi, in "RICERCA PSICOANALITICA" 3/2017, pp. 37-53, DOI:10.3280/RPR2017-003004

   

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