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Remaking connections. Rifugiati e sviluppo del "capitale emotivo" in terapia di gruppo
Titolo Rivista: INTERAZIONI 
Autori/Curatori: Caroline Garland 
Anno di pubblicazione:  2018 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  17 P. 113-129 Dimensione file:  188 KB
DOI:  10.3280/INT2018-002009
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Il lavoro descrive l’uso di gruppi di psicoterapia psicoanalitica presso la Tavistock Clinic per il trattamento dei richiedenti asilo e rifugiati traumatizzati. Sarà descritto un trattamento in tre fasi: due o tre colloqui individuali preliminari seguiti ? per coloro che hanno poca o nessuna conoscenza dell’inglese ? da gruppi specializzati nel lavoro con i rifugiati, per i quali i traumi della vita possono essere affrontati in un linguaggio semplice e per un periodo limitato di tempo (non più di un anno). Non vengono utilizzati interpreti al fine di favorire lo sviluppo della conoscenza linguistica. La terza fase sopraggiunge quando il rifugiato può passare ad un gruppo eterogeneo, che a Londra spesso include una varietà di nazionalità, religioni, culture e difficoltà psicologiche. I gruppi potenziano nei loro membri l’elemento cruciale del capitale emotivo che implica la capacità di relazioni senzienti; questo completa il concetto antropologico e sociologico di "capitale sociale", che coinvolge l’appartenenza a un gruppo sociale e culturale esistente e disponibile. Il materiale clinico illustra la transizione da uno stato persecutorio e disperato a uno stato più costruttivo nei confronti della vita, del lavoro e della nuova società che costituisce la nuova casa dei rifugiati.


Keywords: Gruppi, psicoanalisi, rifugiati, società, trauma.

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Caroline Garland, in "INTERAZIONI" 2/2018, pp. 113-129, DOI:10.3280/INT2018-002009

   

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