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Il diritto dell’adottato adulto di conoscere le proprie origini tra vecchi e nuovi feticci
Titolo Rivista: MINORIGIUSTIZIA 
Autori/Curatori: Giuseppe Grasso 
Anno di pubblicazione:  2018 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  10 P. 80-89 Dimensione file:  90 KB
DOI:  10.3280/MG2018-004009
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Il diritto dell’adottato adulto a conoscere le proprie origini e precluso dall’obbligo legale di mantenere il segreto a riguardo dei genitori che non lo riconobbero e, in particolare, della madre che al parto dichiaro di non volere essere nominata. La Corte Costituzionale anche recependo la giurisprudenza europea ha additivamente introdotto l’interpello riservato della madre, principio ritenuto di immediata applicazione dalle Sezioni Unite della Cassazione. Cio, tuttavia, non esclude l’urgente necessita di un intervento legislativo. Premesso che il segreto tutela la vita della madre, la maternita e scongiura la piaga dell’abbandono in strada del neonato, l’aborto clandestino e l’infanticidio, la tutela del diritto all’oblio non spiega appieno il segreto. La sentenza n. 6963/2018, con la quale la Cassazione ha esteso l’interpello anche ai fratelli biologici, suscita perplessita: ambiziosa e vana appare la ricerca della "verita", lesivamente intrusivo l’interpello, non delimitabile la platea degli interpellabili.


Keywords: Adozione, origini, oblio, segreto, madre, fratria.



  1. Silvia Sonelli, The Dialogue between National Courts and the European Court of Human Rights: Comparative Perspectives in SSRN Electronic Journal /2014 pp. , DOI: 10.2139/ssrn.2421034

Giuseppe Grasso, in "MINORIGIUSTIZIA" 4/2018, pp. 80-89, DOI:10.3280/MG2018-004009

   

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