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Riflessioni su come e quando il nostro sistema giuridico sociale incontra la genitorialità migrante
Titolo Rivista: MINORIGIUSTIZIA 
Autori/Curatori: Stefano Ardagna, Alessandra Lanzavecchia 
Anno di pubblicazione:  2018 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  6 P. 128-133 Dimensione file:  68 KB
DOI:  10.3280/MG2018-004014
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Il crescente processo migratorio ha reso sempre più numerosi i casi in cui le famiglie migranti sono coinvolte in procedimenti innanzi al tribunale per i minorenni, nei quali vi è sempre una fase di valutazione delle competenze genitoriali in cui queste vengono accertate. L’esigenza di garantire concretamente la protezione di un minore deve necessariamente combinarsi con il mantenimento dei suoi legami familiari. Dunque, proprio per la peculiarità della situazione, viene richiesto di reperire degli strumenti conoscitivi utili a comprendere tutta la complessità insita in un lavoro di osservazione e valutazione quale quello affidato agli operatori dei servizi socio sanitari, agli psicologi esperti scelti dai giudici, agli avvocati e ai magistrati. Il ruolo dell’avvocato, sia come difensore degli adulti che come curatore speciale dei minori, è molto delicato, e deve essere in grado di confrontarsi con nuove figure professionali, quali i mediatori culturali, gli etno-psicologi, tutti coinvolti in queste riflessioni, utili anche per i magistrati.


Keywords: Migranti, tribunale, genitorialità migrante, mediatore culturale, difensore del minore, multidisciplinarietà.

Stefano Ardagna, Alessandra Lanzavecchia, in "MINORIGIUSTIZIA" 4/2018, pp. 128-133, DOI:10.3280/MG2018-004014

   

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