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Inenarrabile. Per una poetica del silenzio
Titolo Rivista: EDUCAZIONE SENTIMENTALE 
Autori/Curatori: Ugo Morelli 
Anno di pubblicazione:  2019 Fascicolo: 31 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  14 P. 60-73 Dimensione file:  434 KB
DOI:  10.3280/EDS2019-031005
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Il valore del venire al linguaggio forse non sta solo nella produzione effettiva di una narra-zione, ma anche nell’attesa, nella predisposizione, in quel tempo perifrastico attivo il cui sen-so è nella sua esistenza in sé, nella sua durata, e in quello che produce non diventando nar-razione esplicita. Quel valore trova una sua definizione forse ancora più precipua non solo nel fatto che chi non narra a un altro ha l’importante opportunità di narrare a se stesso, ma anche nell’astensione dal risolvere in una narrazione l’infanzia di un sentimento, la profondi-tà di un sentire. Se l’uso estetico del linguaggio, nella struttura di legame con gli altri, emerge dalla pausa che interviene tra la cosa e la sua nominazione, può esserci un oggetto senza nominazione, la cui funzione di lievito interiore sta proprio nell’astensione dalla sua narra-zione. Se le parole ci mettono in condizione di creare e di fare, conferiscono libertà ma anche vincoli: l’universo infinito da cui provengono, non il silenzio ma il non dire, ha uno statuto che merita maggiore considerazione. Prima di tutto perché il non dire da parte di ognuno è sempre un già detto a se stesso. E spesso la sua efficacia può essere più elevata per chi si astiene, di quella che sarebbe parlando. Inenarrabile, perciò, non è solo quello che per sue caratteristiche non si riesce a dire con le parole, ma anche quello che assume un potere tra-sformativo proprio in quanto non accede ad espressione manifesta e condivisa con altri.


Keywords: Astensione, significato, riflessione, linguaggio interiore, sentimento, inenarrabile.

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Ugo Morelli, in "EDUCAZIONE SENTIMENTALE" 31/2019, pp. 60-73, DOI:10.3280/EDS2019-031005

   

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