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I "danni" della Grande guerra: impulsi economici e pratiche clientelari nel Basso Garda
Titolo Rivista: STORIA URBANA  
Autori/Curatori: Mauro Pellegrini 
Anno di pubblicazione:  2019 Fascicolo: 162 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  32 P. 81-112 Dimensione file:  543 KB
DOI:  10.3280/SU2019-162005
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Tra il 1915 ed il 1919 in Italia, la presenza dell’esercito nella Zona di Guerra modificò l’aspetto fisico del territorio con l’istituzione delle servitù militari e delle occupazioni che imposero severe limitazioni ai civili. L’"invasione" del limitato orizzonte delle comunità rurali produsse in borghesi e paesani uno spiccato spirito adattivo: essi non si limitarono a subire, ma considerarono i militari a tutti gli effetti una risorsa da sfruttare, portatrice di un vantaggio maggiore del disagio arrecato. I sindaci richiesero perciò incessantemente ai deputati circoscrizionali accantonamenti di guarnigioni nei loro paesi, affinché l’economia potesse trarne beneficio. Si rafforzò la mediazione politico- clientelare, che avvantaggiò chi seppe inserirsi nel contesto economico della mobilitazione, ed escluse di fatto la maggioranza dei ceti subalterni agricoli da ricadute positive. Il saggio analizza le modificazioni fisiche verificatesi in borgate e campagne del Basso Garda, caratterizzato da forte espansione industriale entro un’economia agraria ancora prevalente, generate dalle strategie di sindaci, notabili e semplici cittadini attraverso il ricorso al "sistema" di mediazione politico-clientelare per profittare delle "opportunità" offerte dallo stato di guerra.


Keywords: Garda, Mobilitazione, Zona di Guerra, Sistema, Clientelare, Raccomandazione

Mauro Pellegrini, in "STORIA URBANA " 162/2019, pp. 81-112, DOI:10.3280/SU2019-162005

   

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