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Le neuroimmagini: il sogno tradito del "riduzionista"?
Titolo Rivista: PSICOTERAPIA PSICOANALITICA 
Autori/Curatori: Carlo Arrigo Umiltà 
Anno di pubblicazione:  2020 Fascicolo: Lingua: Inglese 
Numero pagine:  9 P. 121-129 Dimensione file:  163 KB
DOI:  10.3280/PSP2020-001007
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Alla fine del XX secolo diventò possibile osservare la struttura di un cervello umano vivente e, pochi anni dopo, fu possibile osservarne an-che le attivazioni. Ne derivò la convinzione che fosse possibile osser-vare "il cervello al lavoro", "vedere", cioè, quali parti del cervello era-no attive mentre un soggetto aveva esperienza dei contenuti mentali. Ci si convinse, perciò, che si potesse accedere a quelle aree del cervello che producono la mente, "vederle mentre producono la mente". Pur-troppo, anche se si è convinti, come lo sono io, che la mente sia il prodotto del cervello, va riconosciuto che l’idea di essere attualmente in grado, attraverso le neuroimmagini, di "vedere il cervello al lavoro" è fuorviante. Per prima cosa, le neuroimmagini si basano sull’assunzione di "modularità". Sull’assunzione, cioè, che le funzioni mentali siano ascrivibli a specifiche aree cerebrali. Purtroppo, la modularità non è il solo modo plausibile di concepire il rapporto fra funzioni mentali e strutture cerebrali. L’assunzione di modularità, poi, diventa utile soltanto se il ricercatore ha a disposizione strumenti per stabilire con precisione quali aree cerebrali sono attive mentre il soggetto sta svolgendo un compito. Le tecniche attuali non sono ancora in grado di farlo e molti sono i problemi irrisolti quando si interpretano le neuroimmagini. Un’altra difficoltà è che le caratteristiche del compito svolto dal sogget-to devono essere note nei dettagli. Invece, la natura delle operazioni che compongono una funzione mentale, e il loro decorso temporale, sono spesso ignote. Infine, anche assumendo che le altre condizioni siano ottemperate, si riuscirebbe semplicemente ad attribuire certe fun-zioni mentali a certe aree cerebrali. In altre parole, saremmo in grado di "localizzare" nel cervello le funzioni mentali. Purtroppo "localizzare" non vuole dire "spiegare". Anche se fosse possibile attribuire certe funzioni mentali a certe aree cerebrali, il valore esplicativo di questa operazione sarebbe dubbio. Per spiegare una funzione mentale è di scarso aiuto sapere il luogo nel cervello dove viene realizzata. Una vera spiegazione richiede essere precisi e dettagliati riguardo ai meccani-smi dai quali dipende.


Keywords: Neuroimmagini, cervello, mente, modularismo.

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Carlo Arrigo Umiltà, in "PSICOTERAPIA PSICOANALITICA" 1/2020, pp. 121-129, DOI:10.3280/PSP2020-001007

   

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