Anime di luoghi

Lidia Decandia

Anime di luoghi

Edizione a stampa

23,50

Pagine: 176

ISBN: 9788846459466

Edizione: 1a edizione 2004

Codice editore: 1126.20

Disponibilità: Nulla

A partire da una presa di distanza critica nei confronti di un sapere disciplinare teso a maneggiare e padroneggiare i luoghi con sguardo disincarnato e astratto, l'autrice invita alla ricerca di un modo "altro" di avvicinarsi ad essi. Lo fa, non esponendo una teoria e un metodo universalizzante, ma raccontando più semplicemente storie di luoghi e territori incontrati nella sua esperienza di ricerca in cammino. Attraverso l'uso di un linguaggio narrativo, talvolta metaforico ed evocativo, con un percorso che si snoda fra la Sardegna, l'India e la Calabria, il testo mette a disposizione del lettore materiali volutamente frammentari - non tenuti insieme da un filo logico razionale ma piuttosto da un tessuto invisibile di corrispondenze e assonanze - che invitano a riflettere su alcune delle questioni centrali che attraversano la disciplina urbanistica: il "bisogno di senso", colto nella sua dimensione sacrale e simbolica, che investe i rapporti tra uomo e territorio; l'ausilio della memoria come strumento per imparare a "sentire l'anima" di un territorio e cominciare ad averne rispetto; il rapporto fra memoria, immaginazione e progetto.

Spinta dal desiderio di esplorare quelle forme di conoscenza non legate ad una razionalità finalistica e strumentale, ma aperte all'imprevedibilità del tempo e capaci di dare espressione all'intensità e alla pienezza dell'essere, l'autrice cerca di restituire voce a quei territori pulsanti e vitali resi inanimati e silenti dai linguaggi della pianificazione. È proprio da una riconsiderazione di questi "corpi viventi" dotati di memorie intelligenti, esito di storie intessute tra uomini e ambienti che la Decandia invita a ripensare l'idea stessa di progetto inteso non più come forma compiuta, ma come "apertura di un cammino", lavoro di preparazione di contesti in cui disseminare risorse di autonomia e rimettere in moto la passione e l'intelligenza collettiva.

Lidia Decandia è professore associato presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Sassari, dove insegna Pianificazione territoriale e Storia della città e del territorio. Tra la sue opere: Tipicità ambientale e continuità urbana (Alinea, 1996); Riforma urbanistica e trasformazioni ambientali in Toscana (Alinea, 1998); Dell'identità. Saggio sui luoghi. Per una critica della razionalità urbanistica (Rubettino, 2000).


Introduzione. Prima di mettersi in cammino
Appunti di viaggio
(Il territorio e il sacro; Il territorio, il tempo e la memoria; Il territorio, la cura e il progetto; La mappa e il percorso; Bibliografia)
Parte I. Anime di luoghi
(Centri sacri e territorio: feste lunghe in Sardegna
(Alle origini del processo di sacralizzazione; I centri simbolici e l'evolversi delle dinamiche territoriali; Il santuario come perno dell'organizzazione dello spazio; Le dinamiche di trasformazione in atto; Bibliografia)
Acque sacre e città: Varanasi
(La simbologia delle acque: il Gange; Ambivalenza e potenza del luogo: la scelta del sito; La città come "centro del mondo"; La struttura della città e il fiume; Vita e morte nella città; Il disegno del territorio: centro e confine; Bibliografia)
Uomo e natura in Calabria: la dimensione simbolica
(Bibliografia)
Parte II. Continuità, salti, ferite e lacerazioni
Biografia di un territorio: la Calabria
(Le diverse fasi del processo di organizzazione insediativa; Le lunghe durate della storia; I processi di modernizzazione; Bibliografia)
Parte III. Tra memoria e progetto: uno sguardo verso il possibile
Sguardi, immagini, stereotipi nelle retoriche della calabresità
(La riscoperta dell'identità; L'estetizzazione dell'identità; La chiusura dell'identità; Lo stereotipo dell'identità; Verso una concezione relazionale e aperta dell'identità; Accettare lo smarrimento per "riaprire il possibile"; Bibliografia)
La "tarantella": una metafora per ripensare il progetto
(Immagini della contemporaneità: spaesamento e identità; Ripensare la marginalità; Quale destino per i territori "scartati dalla modernità"?; Contro le immagini bloccate dell'identità; Gettare semi di mutamento aperti verso il possibile; Costruire dispositivi di apprendimento collettivi; Bibliografia).

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