Antropologia della festa

Laura Bonato

Antropologia della festa

Vecchie logiche per nuove performance

Accanto alle feste strettamente legate alla tradizione, nel nostro paese compaiono e si celebrano feste nuove, funzionali alle esigenze dei fruitori, che molti studiosi considerano invenzioni gratuite, legittimate solamente da ragioni di tipo commerciale e legate al business turistico. Il volume cerca di individuare il comune denominatore che spesso lega le une alle altre.

Edizione a stampa

22,00

Pagine: 160

ISBN: 9788891744326

Edizione: 1a ristampa 2022, 1a edizione 2017

Codice editore: 1152.30

Disponibilità: Discreta

Il panorama cerimoniale del nostro paese sembra caratterizzato da profondi processi di reinvenzione, rifunzionalizzazione e risemantizzazione, dopo aver vissuto un periodo di dimenticanza e abbandono. Ma la ripresa della festa, che appare oramai un dato scontato, presenta in realtà una fenomenologia complessa.
Se una capsula del tempo seppellita cinquanta o anche cento anni fa ci restituisse una festa, potremmo scoprire che questa oggi non è più attiva, anche se nella sua descrizione riconoscessimo elementi di altri eventi contemporanei; oppure se ne potrebbe essere conservato solo il nome senza l'apparato cerimoniale. Magari quella festa potrebbe essere tuttora celebrata, per cui la si etichetterebbe immediatamente come "tradizionale".
Si sa che la festa possiede una forza conservativa e rigenerativa, che i suoi simboli fondanti si aggiornano costantemente, in linea con le trasformazioni economiche, sociali e culturali del contesto cui si adegua. Coniuga tradizione e innovazione, mescolando in maniera creativa passato e presente, innestando nuove valenze su vecchi modelli, attribuendo nuovi significati a simboli del passato.
Accanto a quelle strettamente legate alla tradizione nel nostro paese compaiono e si celebrano però feste nuove, funzionali alle esigenze dei fruitori, che molti studiosi considerano invenzioni gratuite, legittimate solamente da ragioni di tipo commerciale e legate al business turistico: feste che sembrano non avere un passato e di cui non si trova traccia né nel calendario religioso né in quello contadino. Usando in maniera convenzionale la distinzione tra feste "tradizionali" e feste "nuove", avendo consapevolezza della complessità della problematica e facendo ricorso all'osservazione etnografica, si cercherà di individuare il comune denominatore che spesso lega le une alle altre.

Laura Bonato è docente di Antropologia culturale e di Antropologia dei beni culturali presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell'Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Tieni il tempo. Riti e ritmi della città (Milano, 2011); Antropologia e beni culturali nelle Alpi. Studiare, valorizzare, restituire (Alessandria, 2013, a cura di); Vita da strega. Masca, faja, framasun (Torino, 2015); Fuori rotta: nuove pratiche del viaggiare (Torino, 2016, a cura di).

Gian Luigi Bravo, Presentazione
La festa imperversa, la festa perversa
(La capsula del tempo; Gli studi italiani; Tradizioni e neotradizioni; Tutte le feste sono feste; Nuove occasioni di socialità: alcuni esempi)
Dare e avere
(Ospitalità, dono, socialità; La questua tra riproposta e continuità; La pula di Santhià; Dolcetto, scherzetto e castagne per i morti; Basta che sia social...)
Storia, revival etnico, identità
(Protesi culturali; Celti, celtismo, celtomania; La "rinascita" celtica; Musica d'oc: a denominazione d'origine controllata)
Fenomeni di "costume"
(Travestirsi; I giochi di ruolo; L'arte di interpretare: il cosplay)
Con-fusione, tra vecchio e nuovo
(Consumare la cultura; Tra integrazione nella contemporaneità e radicamento nel patrimonio culturale locale; La festa irrinunciabile)
Riferimenti bibliografici
(Fonti on line).

Contributi: Gian Luigi Bravo

Collana: Percorsi di ricerca

Argomenti: Antropologia

Livello: Textbook, strumenti didattici

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