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Edoardo Croci

La convenzione di Aarhus: verso un nuovo modello di governance ambientale

ECONOMIA DELLE FONTI DI ENERGIA E DELL’AMBIENTE

Fascicolo: 1-2 / 2003

È in corso un processo di codificazione delle forme di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte pubbliche in materia ambientale, finalizzato ad un aumento della trasparenza delle decisioni amministrative e ad una maggior consapevolezza dei propri diritti da parte dei cittadini. La Convenzione di Aarhus, entrata in vigore nel 2001, costituisce un momento di sintesi e, allo stesso tempo, di stimolo nell’ambito di questo processo, che riguarda in particolare l’informazione, la partecipazione e l’accesso alla giustizia in materia ambientale. È in corso la ridefinizione delle norme e delle procedure inerenti la materia in ambito europeo, nazionale e regionale/locale. Tale trasformazione conduce ad un nuovo modello di governance ambientale che presenta opportunità e criticità per le pubbliche amministrazioni, i cittadini e le imprese. Recenti metodologie e strumenti di policy ambientali costituiscono gli elementi su cui si fonda l’effettiva innovazione dei comportamenti pubblici e privati in questo ambito.

Giovanni Fusco

Looking for sustainable urban mobility through bayesian network

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 3 / 2003

There is no formalised theory of sustainable urban mobility systems. Observed patterns of urban mobility are often considered unsustainable; but we don’t know what a city with sustainable mobility should look like. In this paper we explore the characteristics of sustainable urban mobility systems through the technique of Bayesian networks. Using data from seventy-five world cities, we develop a probabilistic model of the city-transportation-environment interaction in the form of a Bayesian network. The Bayesian model indicates that the city with sustainable mobility is most probably a dense city with highly efficient transit and multimodal mobility. It produces high levels of accessibility without relying on a fast road network. The realization of sustainability objectives for urban mobility is probably compatible with all socioeconomic contexts. By measuring the distance of world cities from the inferred sustainability profile, we finally derive a geography of sustainability for mobility systems. The cities closest to the sustainability profile are in Central Europe as well as in affluent countries of the Far East. Car-dependent American cities are the farthest from the desired sustainability profile.

Paolo Rizzi

Capitale sociale e crescita regionale in Italia: una esplorazione

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 3 / 2003

L’obiettivo del lavoro è quello di proporre una misurazione del capitale sociale ed una esplorazione preliminare sulla relazione tra crescita regionale e capitale sociale, tra performance economiche dei sistemi regionali e reti di rapporti economici e sociali. L’analisi cerca di verificare la consistenza di queste relazioni tra prestazioni di sviluppo locale e presenza di capitale sociale nelle regioni italiane: gli indicatori di sviluppo fanno riferimento ai livelli e alle dinamiche della produzione e del valore aggiunto nell’ultimo decennio, laddove le proxy del capitale sociale sono individuate sia in alcuni indicatori di economie esterne (indici di innovatività regionale e infrastrutturazione) che nelle nuove misurazioni dei beni relazionali geograficamente localizzati (associazionismo, istituzioni non profit e reti tra imprese). In base ad alcune verifiche empiriche emerge un quadro definito per quanto concerne il rapporto tra livello di reddito e dotazione di capitale sociale nelle sue diverse definizioni, mentre sulla crescita sembrano incidere soprattutto la capacità innovativa regionale e le attitudini culturali di fiducia e cooperazione collettiva, che spiegherebbero così le dinamiche accelerate di alcune regioni marginali nella seconda metà degli anni ’90.

Raffaele Brancati, Pietro Rostirolla

Un approccio metodologico per la valutazione intermedia: il caso del programma operativo della Campania 2000-2006

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 3 / 2003

L’articolo riporta alcuni risultati di un lavoro istituzionale e di ricerca applicata ad uno dei principali programmi di sviluppo regionale cofinanziati dall’Unione Europea, quello della Campania. Il lavoro si è svolto nell’ambito della cosiddetta valutazione intermedia del programma e offre analisi e modelli utilizzati in condizioni di informazioni scarse. L’attenzione principale viene posta al rapporto strumenti-obiettivi, visto come legame essenziale e motivazione sostanziale delle politiche, ma la strumentazione di supporto alle decisioni ha offerto la possibilità di un confronto tra analisti, amministratori e policy-maker nella fase delicata di riprogrammazione dei fondi. Gli elementi essenziali del confronto sono rappresentati da tre aspetti: la definizione dei vincoli di minimo e di massimo di risorse da attribuire ad ogni forma di intervento determinati anche in considerazione delle problematiche amministrative, la specificazione dei rapporti strumenti-obiettivi di stretta competenza degli analisti (anche con il ricorso a metodiche molto diversificate), la definizione dell’importanza da attribuire ai diversi obiettivi da parte del policy maker. L’utilizzazione effettiva del modello ha consentito una sperimentazione originale.

John Bradley, Gerhard Untiedt, Edgar Morgenroth

Macro-regional evaluation of the structural funds using the Hermin modelling framework

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 3 / 2003

Macro-regional evaluation of the Structural Funds using the HERMIN modelling framework (di John Bradley, Edgar Morgenroth and Gerhard Untiedt) - ABSTRACT: A particular focus of the Structural Funds is on Objective 1 regions that lag behind in terms of their GDP per capita relative to the EU average. The amount of investment that is funded through the Structural Funds by the EU is substantial and consequently EU legislation requires the appraisal of the policies undertaken. Our modelling framework HERMIN has been widely applied to Structural Fund analysis at the national level and macro-regional level. The HERMIN framework is based on a small open economy model. Importantly it incorporates mechanisms, which are based on the endogenous growth literature, which allow it to capture the long-run supply side impact of the Structural Funds along with the short run Keynesian impact. This paper reviews this modelling framework and shows the impact that the Structural Funds appear to have had during the 1994-1999 programming period.