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L’Autrice riflette su un’esperienza, iniziata nel 1995, presso il Ser.T di Via Teodorico della ASL ROMAB, di impiego della Sandplay Therapy con pazienti tossicodipendenti. Nel testo vengono analizzati i cambiamenti che si determinano, all’interno di un servizio pubblico, dall’offerta di un setting non esclusivamente verbale e assolutamente inaspettato. In particolare si analizza il disturbo della temporalità del paziente tossicodipendente alla luce del lavoro con la sabbia. Il paziente tossicodipendente, nel procedere della psicoterapia, comincia a mettersi in contatto con la propria esperienza temporale disturbata e a riconoscere quanto pesantemente abbia influenzato le sue scelte di vita. Gli stimoli offerti dalla Sandplay Therapy permettono nuovi processi di elaborazione e potenziali aperture dove attingere eventuali risorse per affrontare la vita.

Pia De Silvestris

La difficoltà di entrare in una relazione trasformativa

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 18 / 2003

L’Autrice, utilizzando l’esposizione di un caso clinico, vuole mettere in evidenza come la vicissitudine di un’esperienza terapeutica possa presentare molte difficoltà, o resistenze, ma che queste non sono da considerarsi nemiche della terapia. A volte, sono proprio le resistenze che riescono a dare al terapeuta la misura adeguata e necessaria del modo di essere del paziente. Tale comprensione potrebbe essere per l’analista il risultato dell’elaborazione di una propria resistenza, coincidente con quella del paziente e che, pertanto, può inizialmente avere la funzione di comporre un aspetto simmetrico della relazione mentre, alla fine e attraverso l’autoanalisi, può diventare essa stessa strumento di delucidazione.

Silvana Lucariello, Lucia Sarno

Il Sé altro: un'ipotesi di lettura nel lavoro con pazienti vittime di abuso sessuali

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 18 / 2003

Le autrici si soffermano sugli aspetti intrapsichici del processo psicoterapeutico con vittime d’abuso come momento di traduzione degli aspetti interpersonali nella rappresentazione e nell’integrazione del sé. Il lavoro fa riferimento a due esperienze psicoterapeutiche che, pur diverse per caratteristiche quali età, motivazione alla terapia, epoca dell’e¬spe¬rien¬za traumatica subita, presentano elementi comuni legati alla rappresentazione psichica dell’evento traumatico nell’evoluzione del sé. L’attenzione si concentra prevalentemente sull’intervento psicoterapeutico come processo di rielaborazione di parti scisse che le autrici ritengono possano conglomerarsi in un Sé altro.