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Elena Zanotto

La codipendenza

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 36 / 2003

L’articolo riassume l’elaborato finale presentato per il Corso di perfezionamento post-lauream in Le Dipendenze Patologiche organizzato dalla facoltà di psicologia dell’Università di Padova nell’anno 2002 sulla codipendenza: in particolare, questo studio, si propone di analizzare perché una donna decide di unirsi ad un uomo che manifesta una dipendenza patologica verso l’alcool o le sostanze stupefacenti. Si vuole, in sostanza, verificare come l’amore che provano queste donne non sia in realtà l’amore comunemente inteso: molto spesso, infatti, sono dominate dalla paura: paura di restare sole, paura di non essere degne d’amore, paura di essere ignorate o abbandonate,.. Come dice la Norwood (psicoterapeuta americana specializzata in terapia della famiglia): amare con paura significa soprattutto attaccarsi morbosamente a qualcuno che si ritiene indispensabile per la propria esistenza; amare con paura comporta oltre tutto la messa in atto di tutta una serie di meccanismi di controllo per tenere l’altro nell’area del proprio possesso (R. Norwood, 1985).

Alessandro De Leo, Federico Lorenzotti, Monica Argellaschi

La prevenzione territoriale. Una nuova sfida per i dipartimenti delle dipendenze

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 36 / 2003

Partendo dall’analisi della realtà giovanile attuale e dai nuovi stili di consumo ,gli autori espongono una metodologia di lavoro sviluppata per permettere un intervento mirato ,con fini preventivi, sui fattori aspecifici e specifici che sono spesso alla base dello sviluppo di comportamenti d’abuso. In particolare viene illustrato l’intervento in corso sul territorio della ASL 4 ,che vede coinvolti operatori provenienti da diverse realtà del pubblico e del privato (Sert,comunita’ La Fattoria di Orero,comunita’ del Villaggio del Ragazzo di Chiavari) finalizzato alla creazione di una rete sostenuta da piu’ realta’ che possa dare continuita’ nel tempo al progetto .

Antonino Gallo

Riflessioni psicoanalitiche su detenuti e lavoro

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 36 / 2003

Partendo dal presupposto che il lavoro per un detenuto è utile per la sua valenza di risocializzazione, di strumento per il reinserimento sociale, si fa il punto sull’identità del detenuto, sulle dinamiche psicologiche del reinserimento lavorativo. E’ importante tenere presente il desiderio di essere accuditi, il bisogno di essere contenuti da regole, la necessità di ristabilire la dimensione temporale, nonché di gestire il senso di vuoto e la paura dell’arricchimento.

Maria Pia Caporrini, Giovanni Saladino, Antonietta Rosamonte, Attilio Vergone

Analisi della personalità del tossicodipendente mediante l'MMPI 2

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 36 / 2003

L’affluenza (praticamente continua) di Tirocinanti della facoltà di psicologia di Caserta presso il nostro servizio, rappresenta, per noi Psicologi Titolari, un’occasione da utilizzare per il nostro stesso curricolo formativo e per rendere, il tirocinio stesso, realisticamente formativo. Ci siamo, quindi, proposto una ricerca che miri ad individuare la significatività di tratti di personalità, mediante l’uso del MMPI 2, confrontando due gruppi di soggetti; uno composto di tossicodipendenti e un altro di non tossicodipendenti.

Lorena Bergozza

Se non ora, quando? Brevi riflessioni sulla quotidianità di un Ser. T.

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 36 / 2003

L’articolo pone una serie di riflessioni sulla quotidianità di un operatore del Ser.T., vissute non solo sul piano dell’operatività, ma anche delle emozioni che si provano nel coinvolgimento degli utenti e delle famiglie. L’Autrice riporta un elenco di qualità proposte da Nizzoli per svolgere con efficacia e positiva incidenza il proprio lavoro. Elabora anche degli indicatori che fanno leva su un’equipe forte che esalta le proprie competenze.

Questo progetto nasce da una riflessione gruppale ed interprofessionale conseguente al verificarsi di alcune favorevoli circostanze: una serie di interventi di prevenzione all’uso di sostanze e un corso di formazione per gli insegnanti di un Istituto Tecnico Agrario, tenuti da operatori Ser.T., che permettono nel corso di diversi anni di attività di creare un clima di stabile e reciproca fiducia; la costituzione di un gruppo di lavoro trasversale all’interno dell’ASL 13 che , partendo da una cultura di promozione alla salute, cerca di focalizzarsi su interventi rivolti al disagio adolescenziale ed ai comportamenti a rischio; un corso di formazione, promosso dal Gruppo di Educazione alla Salute dell’ASL 13 per migliorare le conoscenze e le competenze in questo settore, che stimola a mettersi alla prova con interventi meno garibaldini e più meditati; e non ultimo l’interesse e l’entusiasmo ad investire nella scuola come luogo privilegiato dove vengono giocate le capacità relazionali degli adolescenti in maturazione. La sfida è allora quella di coinvolgere l’intero corpo insegnante ed i ragazzi stessi nel realizzare un loro progetto e nell’innescare processi di salute.

Paola Cicatelli, Nicola Palmiero

Trasformazioni possibili. Breve viaggio tra le proposte terapeutiche del privato sociale

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 36 / 2003

Attraverso interviste semistrutturate gli AA. Hanno esplorato le metodologie terapeutiche utilizzate dagli operatori di Comunità ricercando il potere trasformativi del gruppo comunità. Partendo dalle proprie riflessioni sui percorsi terapeutici gli AA. Hanno tentato di cogliere gli elementi comuni.

Nel compimento dei suoi primi dieci anni di attività (1983-1993) la Comunità Il Porto ha svolto un’indagini Follow-up per verificare il lavoro svolto. La popolazione dei residenti negli ultimi tempi ha evidenziato patologie di doppia diagnosi per cui il gruppo di lavoro ha posto come riferimento dei propri interventi la psichiatria sociale. Ciò ha determinato un processo evolutivo delle comunità, consentendo la creazione di un modello proprio e originale.