RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105740 titoli

Vincenzo Ferrari

Ricordo di Sergio Pappalardo

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2003

Sergio Pappalardo passed away, suddenly, in April 2003, aged 59. A shy and almost solitary man, he was, as a scholar, extremely cautious and quite reluctant to publish his writings until he was entirely sure about the results he had achieved. For this reason, his scientific production was less extensive than a familiarity with his cultural scope might have led one to expect. Yet under no circumstances should his contributions to the sociology of law be neglected. His works cover a wide range of subjects, from the justice system and judges’ associations in Italy to litiga-tion and deviance vis-à-vis natural catastrophes, migrations from Eastern Europe and, in the last years, the sociology of love and sexuality. All such contributions display both methodological rigour and the capacity to strike deeply to the most profound historical roots of the phenomena under scrutiny.

Maria Rosaria Ferrarese

Il diritto pubblico globale per figure di composizione. L'analisi di Sabino Cassese

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2003

Nel volume Lo spazio giuridico globale, Laterza 2003, S. Cassese rappresenta il nuovo sistema di diritto pubblico europeo attraverso l’immagine delle figure di composizione: ossia come il prodotto di geometrie variabili e di accostamenti diversi tra i vari sistemi o tra pezzi degli stessi. Non si tratta di una novità ed anzi Cassese enumera vari esempi storici che hanno anticipato la realtà odierna del sovranazionalismo, con i suoi caratteri di policentrismo e di diversificazione, che accompagnano la tendenziale unificazione. Il mosaico giuridico resta aperto a vari possibili giochi sia dall’alto che dal basso, e registra contemporaneamente le spinte sia degli interessi che delle attese di giustizia, configurando un diritto che procede come un giudice.

Noemi Sollima

Fiducia e coesione sociale: la rinegoziazione dei patti relazionali

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2003

Come costruire e rinnovare il legame comunitario nelle società complesse? È questa una sfida che impegna oggi politici e studiosi interessati al tema della coesione sociale. In contesti caratterizzati da notevole instabilità, una risorsa preziosa è costituita dal capitale sociale inteso come rete di relazioni fiduciarie che stimolano la cooperazione in vista del raggiungimento di beni comuni. Esso, infatti, è in grado di favorire la convergenza delle aspettative degli attori in gioco, sostituendo le informazioni mancanti e riducendo la complessità derivante da eccesso di informazioni. A tal fine, sfruttando la correlazione positiva tra fiducia interpersonale e sistemica, una proposta è quella di investire in politiche familiari miranti alla riproduzione della socialità, cercando di innescare una spirale virtuosa tra fiducia ristretta (intra- ed inter-familiare) e tendenze cooperative generalizzate e di lungo periodo. Analizzando il tipo di fiducia che sottintende la cooperazione nelle società complesse, si prospetta, allora, un intervento sui processi decisionali delle politiche familiari, individuando nuove forme di partecipazione civile che prevedano un maggiore grado di libertà progettuale per famiglie, privato sociale e terzo settore.

Edoardo Fittipaldi

Euristiche sociologico-giuridiche

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2003

Induction, abduction and deduction are basic concepts in general epistemology as well as in the epistemology of legal sociology. Fittipaldi uses induction to refer to a kind of brainstorming aiming to the discovery of a new nomological hypothesis; abduction to refer to the set of heuristic tools whereby a researcher tries to single out which of the already available nomological hypotheses can be used in order make a hypothesis of retrodictive explanation, deduction to refer to the way a researcher can use some of the already available nomological hypotheses in order to predict future events. The author holds that both semantic and teleological comprehension (semasiologisches and teleologisches Verstehen) can be used among others as abductive methods by a legal sociologist who desires to single out which regularities, if any, feature the behaviour of chess players. Nonetheless in some cases even observation alone can play an abductive role. This happens when a legal sociologist has the choice between two different nomological hypotheses which both seem able to explain the very same fact. In this case he might try to deduce from these two nomological hypotheses, respectively, two different predictions about future behaviours of the same or similar chess players in order to try to discover which one is the wrong one. The abductive function of such an elimination procedure allows Fittipaldi to show that Ross’s analysis of this situation contains some epistemological misunderstandings which may endanger some of the main ideas of Scandinavian legal realism.

Isabella Quadrelli

I professionisti della mediazione familiare e il trattamento del conflitto coniugale

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2003

Questo articolo cerca di esplorare le conseguenze della diffusione dei metodi alternativi di soluzione dei conflitti sul trattamento giuridico del conflitto familiare in caso di separazione o divorzio. In particolare, l’analisi si riferisce al caso dei mediatori familiari e ai modi in cui, attraverso il processo di istituzionalizzazione della loro professione, contribuiscono a ridefinire il conflitto coniugale e le modalità del suo trattamento. Attraverso dati di ricerca, vengono illustrati il processo di professionalizzazione dei mediatori familiari italiani e gli aspetti cognitivi e normativi del loro discorso professionale. Il contributo principale della mediazione familiare alla ridefinizione del conflitto coniugale consiste nell’attribuire rilevanza alle relazioni tra i membri della famiglia ed in primo luogo ai legami di dipendenza e alle responsabilità che caratterizzano i rapporti tra genitori e figli. Il mandato professionale dei mediatori familiari è infatti quello di promuovere l’accordo tra le parti e, in ultima istanza, un progetto di genitorialità condivisa. Ciò consente, da un lato, di prestare attenzione agli aspetti quotidiani delle relazioni tra genitori e figli ai fini della definizione degli accordi e contribuisce a definire un soggetto giuridico calato in un contesto di relazioni concrete, dall’altro, però, l’accordo viene giustificato sulla negazione della possibilità di interessi contrapposti tra i componenti della famiglia. La famiglia viene presentata come una comunità idealizzata e non vengono articolati i rapporti di potere e le disuguaglianze fondate sul genere e sull’età, lasciando così spazio ad una possibile “ritradizionalizzazione” dei rapporti all’interno della famiglia.

Miguel Carbonell

Estado constitucional y fuentes del derecho en México: notas para su estudio

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2003

En este artículo el autor aborda en primer lugar los conceptos de Estado constitucional y de fuentes del derecho. Luego de ofrecer una caracterización breve de los mismos, los confronta con la realidad del sistema jurídico-político existente en México. A partir de esos datos el autor demuestra el precario funcionamiento del Estado constitucional mexicano, la debilidad de la división de poderes por el excesivo peso del poder ejecutivo y la falta de mecanismos de control adecuados para reparar las violaciones constitucionales. El autor inscribe la malformación del sistema constitucional en una problemática más amplia que deriva de la falta de eficiencia general del sistema jurídico, es decir, que en México las normas jurídicas no ha sido históricamente, ni lo son en la actualidad, relevantes para solucionar ningún problema social. Finalmente, el autor dibuja algunos posibles escenarios futuros del Estado constitucional mexicano.

Massimo Pavarini

Per una critica dell'ideologia penale. Primo approccio all'opera di Alessandro Baratta

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2003

This article is a first and, so far, still incomplete attempt at making a critical examination of Alessandro Baratta’s scientific and intellectual career. Stretching over some 30 years, this career began with philosophical studies and achieved intellectual maturity with a profound knowledge of criminological issues. Baratta never became a traditional criminologist, nor a penal law authority. That is because he developed his own innovative model of critical philosophy, which he intended to appraise the juristic and criminological debate. Baratta considered that he was offering methodological hints for tackling the criminal question. As far as the behavioural dimension is concerned, he suggested that the material or objective benchmark should be provided by the primary concept of the social harm that might potentially be caused to the interests of the most disadvantaged. From a political viewpoint, his approach reveals a clear distance from Marxist orthodoxy. Furthermore, it highlights Baratta’s underlying scepticism towards criminal issues. In his view, taking into account both the facet of the harm caused by criminal behaviour and that of the damage brought about by retributive reactions, criminal issues are related intimately to inequality among social actors. While progressive politics has a duty to do away with material inequalities, a critical science has a duty to offer alternative solutions to the system based on penalisation. In particular, in a framework of permanent historical inequalities, it should identify less expensive solutions for those people who always end up paying the costs of crime and of social reactions to it.

Andrea Brighenti

Realmente distinti ma inseparabili: il diritto e l'altro

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2003

Il pluralismo giuridico può essere pensato come una delle dimensioni di quel fenomeno più complessivo che caratterizza le società contemporanee, che è il pluralismo sociale. Lo scopo di questo articolo è di avanzare e discutere una classificazione generale di diversi tipi di gruppi socio-culturali e minoritari, al fine di illustrare gli specifici problemi che questi diversi gruppi sollevano per un diritto che sia in grado di implementare una realzione emancipatoria e non-escludente tra il Sé e l'Altro. A questo fine, risulta utile ripercorrere i modi in cui l'Altro viene concettualizzato nella tradizione della ricerca socio-giuridica e in particolare nei modelli più recenti di pluralismo giuridico (specialmente quelli di Santos e di Chiba). Data l'inevitabile prossimità di questo tema al campo della politica del diritto, l'autore infine suggerisce che, in una genuina prospettiva pluralistica, il diritto e l'Altro socio-culturale dovrebbero essere concepiti, nella loro relazione continuativa, come usando parole di Leibniz realmente distinti ma inseparabili.

Persio Tincani

Un vestito nuovo per l'imperatore. Considerazioni sulla fenomenologia del potere

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2003

Questo articolo affronta l’argomento dell’obbedienza come elemento centrale delle relazioni di potere. A partire da una definizione di Weber, si distingue il potere dalla potenza proprio sulla base della diversa aspettativa che il dominan-te ripone nell’obbedienza prestata dai dominati. Nel primo caso, esisterebbe una aspettativa di obbedienza (e un rappor-to stabile tra i due termini del rapporto), nel secondo caso no. Dal punto di vista del dominato, ciò è esemplificato nella distinzione hartiana tra avere un obbligo ed essere obbligati: il primo caso ricorre nelle relazioni di potere, il secon-do nelle ipotesi (non-relazioni) di potenza fondate, spesso in via esclusiva, sulla minaccia. La minaccia, tuttavia, non ricorre soltanto nel caso della potenza, ma è un importante strumento al quale il dominante ricorre anche nelle relazioni di potere. La norma giuridica, con il suo schema precetto-sanzione, può infatti essere vista come un ordine sostenuto da una minaccia (Holmes). Seguendo l’analisi di Popitz si mostra che dal punto di vista del dominante (in qualsiasi relazione) la minaccia comporti costi minori rispetto ad altre forme di rafforzamento del co-mando (come la promessa di un premio o di un vantaggio). La struttura della minaccia, inoltre, rende agevole il bluff, cioè il minacciare un male che in realtà non sia possibile in-fliggere, scommettendo sull’obbedienza. Ciò rende le figure di potere e potenza assai più vicine di quanto appaiano, da-to che in entrambi i casi il minacciante non è in grado di verificare a priori se il proprio ordine sarà obbedito. A partire da Elias Canetti, si propone un’interpretazione che estende l’ipotesi del bluff alla figura della grazia. Nell’ultima parte del saggio, viene presentata una lettura delle ragioni dell’obbedienza dal punto di vista del dominato attraverso due tesi tra loro collegate: da un lato, le ragioni dell’obbedienza potrebbero essere spiegate con un principio di economia dei costi decisionali; d’altro lato, esse potrebbero riposare nella condivisione di un sistema cognitivo nel quale ogni violazione viene punita. La favola dell’imperatore e del suo vestito meraviglioso è un fedele ritratto di en-trambe.

Alessandro Di Leo, Federico Lorenzotti, Monica Argellaschi

La prevenzione territoriale. Una nuova sfida per i dipartimenti delle dipendenze

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 35 / 2003

Partendo dall’analisi della realtà giovanile attuale e dai nuovi stili di consumo, gli autori espongono una metodologia di lavoro sviluppata per permettere un intervento mirato, con fini preventivi, sui fattori aspecifici e specifici che sono spesso alla base dello sviluppo di comportamenti d’abuso. In particolare viene illustrato l’intervento in corso sul territorio della ASL 4, che vede coinvolti operatori provenienti da diverse realtà del pubblico e del privato (Ser.T. comunità La Fattoria di Orero, comunità del Villaggio del Ragazzo di Chiavari) finalizzato alla creazione di una rete sostenuta da più realtà che possa dare continuità nel tempo al progetto.

Silvano De Prospo, Roberto Gaggini, Vincenzo Stefano

La disassuefazione dal fumo di tabacco. Un modello di trattamento

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 35 / 2003

Il tabagismo è responsabile per via diretta e indiretta di alcune patologie e la prevenzione da esso sta investendo l’interno territorio nazionale. Ad attenta analisi si riscontra un’azione automatica e volontaria del fumare. Ciò ha condotto all’attivazione di scelte terapeutiche con gruppi di disassuefazione dal tabacco, con protocolli calendarizzati, incentrati sulla psicontemplazione, sulla determinazione e sul mantenimento.