La ricerca ha estratto dal catalogo 105740 titoli
Nella rubrica Fonti, Alessandro Parola presenta i risultati di una ricerca, condotta su fonti conservate presso gli archivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, relativa alle dinamiche del processo di epurazione cui fu sottoposto il rettore dell’istituto, padre Agostino Gemelli, all’indomani della caduta del fascismo. Questi fu costretto a difendersi dalle accuse di collaborazionismo con il regime e, nel corso del 1945, fu costretto a lasciare temporaneamente il suo incarico.
Il saggio di Adriana Castagnoli documenta, attraverso documenti inediti, il modo in cui i partiti politici utilizzarono il controllo delle banche e delle imprese pubbliche per gestire il potere a Torino nel periodo del primo governo di Centro-sinistra in Italia (1956-1964). L’A. mostra come i mezzi dello Stato imprenditore furono utilizzati per finanziare centri di contro-potere nei confronti del maggiore gruppo privato economico, la Fiat, e per rafforzare il potere personale di correnti e di leader (i.e. Fanfani e Moro) nella delicata fase di allargamento del governo ai socialisti.
The essay by Martina Salvante compares an aspect of the population policy, the marriage loans’ schemes, practised by both the Italian fascist and the German national-socialist regimes, in 1933 (Germany) and 1937 (Italy). By presenting the social and legislative terms of both measures, the author compares the two dictatorships from the original point of view of demographic issues.
Nell’intervento di Luigi Bonanate si ricorda che per la sua struttura l’azione terroristica è strumento di lotta sia delle forze politiche troppo deboli per affrontare direttamente un avversario, sia di quelle tanto forti da non trovare opposizione. Il vero problema, nell’analisi del terrorismo, risiede secondo l’A. nella sua incompatibilità con ogni forma di democrazia, che non ammette alcuna forma di lotta violenta, neppure per raggiungere il bene politico (la virtù).
L’intervento di Bruno Bongiovanni ripercorre la storia del termine revisionismo, presente nel lessico religioso e politico, nel dibattito sui programmi teorico-politici delle socialdemocrazie, nelle dispute tra comunisti, nelle relazioni internazionali e nelle valutazioni sulla guerra fredda. Più recente, e produttore di ambiguità e distorsioni, è l’avvento, su un terreno prevalentemente mediatico, del cosiddetto revisionismo storiografico.
L’Editoriale di Gianpasquale Santomassimo ricostruisce la storia dell’enciclica di Giovanni XXIII Pacem in terris, promulgata l’11 aprile 1963, la sua preparazione, il contenuto, il contesto in cui venne accolta, riflettendo sul suo significato a quarant’anni di distanza. Delinea inoltre, in termini generali, la personalità di Angelo Roncalli, interrogandosi sulla sua complessa semplicità e su ciò che ha comportato il suo pontificato nella storia della Chiesa. L’A. propone una riflessione sul rapporto che la Chiesa istituisce oggi con il messaggio dell’enciclica, di fronte alla riproposizione, in termini nuovi, del problema della pace e della guerra.