RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli

Barbara Bertani, Lucia Giossi, Emanuela Saita

Quale risposta a una richiesta di mobbing?

RISORSA UOMO

Fascicolo: 1 / 2003

Un comune del Nord Italia ha richiesto un intervento concernente un ipotetico caso di mobbing. Il progetto è stato realizzato attraverso una metodologia che consisteva di incontri di gruppo e interviste individuali con gli impiegati all’interno della biblioteca del comune oggetto dell’indagine. Sono stati investigati vari temi tramite tecniche conversazionali, narrative e figurative. L’aspetto conversazionale ha esplorato il ruolo all’interno del contesto lavorativo, gli obiettivi dei servizi della biblioteca e i loro collegamenti con gli altri dipartimenti; elementi di criticità al raggiungimento degli obiettivi, i modo di lavorare all’interno del servizio, la comunicazione interna e la presa di decisone, il clima del gruppo, e le immagini evocate dalla situazione di lavoro. L’aspetto narrativo consisteva nel chiedere alle persone di raccontare per iscritto la storia della biblioteca. Attraverso la rappresentazione figurativa gli intervistati hanno disegnato la relazione tra se stessi e i colleghi della biblioteca. In conclusione l’analisi organizzativa ha permesso di superare l’idea di mobbing e istituire un progetto formativo per accompagnare la trasformazione organizzativa che stava avendo luogo all’interno del comune.

Alda Scopesi, Barbara Bertani

Percorso formativo e rappresentazione del lavoro in giovani studenti universitari

RISORSA UOMO

Fascicolo: 1 / 2003

La presente ricerca si pone l’obiettivo di esplorare i significati attribuiti al lavoro da studenti universitari iscritti a corsi di laurea diversi, che si differenziano per la qualità delle esperienze formative effettuate. Si sono svolti 29 colloqui semistrutturati a studenti universitari iscritti alle facoltà di Lettere e Filosofia, di Scienze della Formazione e di Psicologia. Dall’analisi qualitativa emerge che la valutazione delle prospettive occupazionali e i significati attribuiti al lavoro si differenzino sia in relazione alla qualità degli studi intrapresi, sia a seguito delle opportunità di formazioni pratiche di cui gli studenti hanno fruito. In tutte le facoltà si evidenzia una divaricazione tra formazione teorica e formazione pratica. La richiesta prevalente degli studenti è quella di potenziare la connessione tra aspetti teorici e dimensione lavorativa.

Francesco Ceresia, Ilaria Lupo

Un contributo empirico e metodologico per l'indagine della fenomenologia del mobbing

RISORSA UOMO

Fascicolo: 1 / 2003

Il presente lavoro presenta i risultati di una ricerca, condotta su un campione di 243 lavoratori, il cui obiettivo è, da un lato, analizzare empiricamente il questionario di misura del mobbing (LIPT) al fine di indagarne le dimensioni fattoriali, dall’altro, analizzare la natura psicosociale del fenomeno, indagando la relazione tra le variabili del modello di ricerca e le dimensioni del mobbing. I risultati hanno evidenziato la debole validità di costrutto del LIPT, poiché sia le dimensioni fattoriali sia il criterio di costruzione degli items sono risultati solo parzialmente confermati dalla ricerca empirica. La ricerca fornisce, inoltre, alcune indicazioni circa lo sviluppo del mobbing nelle organizzazioni. Vengono, infine, fatte alcune considerazioni circa i possibili sviluppi della ricerca sul mobbing.

Lucia Giossi, Antonella Sada, Alberto Crescentini, Mara Giani

Verso una dimensione interna della percezione della sicurezza

RISORSA UOMO

Fascicolo: 1 / 2003

Sempre più spesso si discute del problema della sicurezza. La sicurezza è attualmente un tema continuamente e costantemente presente tanto nell’ambito lavorativo quanto nella vita quotidiana. La presente ricerca si propone di verificare come si modifichi la cultura della sicurezza in rapporto all’età e al sesso, passando da una dimensione esterna a una dimensione interna. Queste dimensioni sono state indagate attraverso due strumenti: un questionario sulla percezione della sicurezza interna/esterna e la scala di Rotter sul locus of control. I due questionari sono stati somministrati a 110 soggetti al fine di verificare quale sia la cultura della sicurezza.

Correlatively, increasing complexity and unpredictability of their environment encourage enterprises to undertake profound transformations in their organization. These involve the development of professional mobility which aims at adapting human resources to the new requirements of work in some a mechanic way. In contradiction to this functionalist approach of professional mobility, it is our opinion that it should be defined as a psycho-social transition which facilitates the significations necessary to the treatment of the uncertainties of work. The sense construction processes at work in these transition phases are accompanied by identity repositionings which become a part of the definition of new professional roles. A study of 251 technicians involved in ascending professional mobility reveals the existence of identity strategies, the elaboration of which implies a plurality of existential domains beyond the sphere of work. These strategies account for an active socialization which does not confine itself to the role model linked to the required professional status. They are dependent on the socio-biographic characteristics of the individuals, the influence of which is moderated or mediated by the signification processes they use. These results contribute to the defining of new orientations for human resources management techniques in the organization of work.

Vincenzo Majer

Editoriale

RISORSA UOMO

Fascicolo: 1 / 2003

Antonella Altavilla, Richard Bolwijn

Un approccio strategico per le aziende del largo consumo al consumatore etico

INDUSTRIA & DISTRIBUZIONE

Fascicolo: 2 / 2003

ECR Italia, associazione di produttori e distributori di beni di largo consumo operante per rispondere in modo collaborativo alle esigenze del consumatore, ha condotto nel 2002 un progetto sulla Responsabilità Sociale e Ambientale (RS&A). Obiettivo del progetto è stato identificare i principali trend nell’ambito della RS&A in Italia e le priorità di sviluppo per le aziende lungo la Filiera. I risultati finali del progetto, oltre ad una ricerca sullo stato dell’arte della Responsabilità Sociale e Ambientale d’impresa in Italia, forniscono delle linee guida per lo sviluppo di iniziative, seguendo le logiche del modello ECR (Efficient Consumer Response) demand side, supply side e enablers. Questo articolo sintetizza le principali conclusioni del progetto. Dopo una prima parte in cui saranno riportati alcuni risultati delle analisi sulle esigenze del consumatore e sulle iniziative e motivazioni attuali delle aziende italiane, il focus sarà sui fattori guida per le aziende del settore per i prossimi anni, e sugli elementi di un framework strategico di responsabilità sociale e ambientale d’impresa. L’inclusione dell’etica nell’offerta al consumatore, è un tema nuovo ed innovativo e costituisce l’anello mancante fra l’impegno etico delle aziende e la percezione di valore da parte del consumatore. Nell’ultima sezione e nelle conclusioni ipotizzeremo come si potrebbe sviluppare la value proposition etica nel prossimo futuro.

Michela Matarazzo

Creazione di valore per il cliente nel B2C attraverso la marca: il caso Ducati.com

INDUSTRIA & DISTRIBUZIONE

Fascicolo: 2 / 2003

Nella seconda fase della net economy la marca sembra acquistare rinnovato vigore ricevendo da Internet un importante contributo in termini di arricchimento dei contenuti semantici e valoriali. Il presente lavoro intende appunto focalizzarsi sul nuovo ruolo della marca in rete nel processo di creazione del valore per il cliente, enfatizzando soprattutto i benefici relativi alla sfera psico-sociologica dell’individuo che rappresentano la base di un’esperienza di consumo unica. In tale ottica, la marca in rete favorisce lo spostamento dell’impresa dall’offerta di prodotti all’offerta di esperienze. Emblematico in tal senso è il caso Ducati.com, in cui all’unicità dell’esperienza proposta fa riscontro l’originalità del modello di business, nonché della mission aziendale. Il sito web fornisce la rappresentazione del mondo che sta dietro al brand, fatto di eventi, personaggi, luoghi, da cui prende vita un’esperienza in grado di coinvolgere emotivamente il visitatore interessato. In tal modo, il cliente sviluppa attaccamento e devozione verso l’impresa, diventando un suo messaggero, un portavoce dei valori aziendali in cui egli stesso si identifica, esprimendoli nel vivere quotidiano.

Paola Anitori, Carlo De Gregorio

Aspetti Strutturali e performance economica nel settore del commercio all'ingrosso. Un'analisi a livello territoriale

INDUSTRIA & DISTRIBUZIONE

Fascicolo: 2 / 2003

In un contesto internazionale fortemente orientato verso una maggiore interdipendenza tra imprese, settori e paesi, l’approfondimento dell’analisi di un settore essenziale come quello del commercio all’ingrosso rende indispensabile l’arricchimento degli schemi tradizionali di valutazione forniti dalle statistiche attualmente disponibili. La rigidità delle tassonomie ufficiali, verso cui viene ricondotta gran parte degli studi sull’intermediazione commerciale, infatti, non permette di cogliere a pieno le specificità e la notevole articolazione delle attività del commercio all’ingrosso: in particolare, non consente di esaltare quegli elementi di trasversalità che caratterizzano attività apparentemente molto diverse tra loro. L’evidenza empirica fornita dal presente lavoro, al contrario, mostra come non solo all’interno di uno stesso comparto convivano segmenti di mercato profondamente distinti ma anche come esistano forti analogie tra comparti diversi. Con l’ausilio di tecniche di analisi multivariata, a partire dai dati ufficiali del Censimento Intermedio dell’Industria e dei Servizi e dalla rilevazione sui Conti Economici delle imprese (SCI), si individuano alcuni interessanti profili identificativi delle imprese grossiste italiane sulla base di opportuni indicatori strutturali e di performance economica.

Daniele Scarpi

L'edonismo nella grande distribuzione: sviluppo e implementazione di un modello LISREL

INDUSTRIA & DISTRIBUZIONE

Fascicolo: 2 / 2003

In questo articolo presentiamo un primo modello strutturale che misura empiricamente nella GDO di formato non alimentare gli effetti del comportamento d’acquisto edonista e utilitarista in relazione ad alcune variabili chiave nella gestione del canale. I risultati indicano che il consumatore edonista tende a spendere di più e è più propenso a tornare nel medesimo punto vendita rispetto al consumatore utilitarista. L’evocazione di una risposta d’acquisto edonistica viene dunque additata come la soluzione strategica preferibile sia nel breve che nel medio termine per la GDO di formato non alimentare. Trova inoltre una prima conferma empirica l’assunto presente in letteratura che il valore percepito abbia una duplice natura, tanto edonista quando utilitarista.

Maria Rosaria Napolitano, Alessandro De Nisco

La rappresentazione dell'identità di marca attraverso i luoghi di acquisto: la brand experience e i flagship store

INDUSTRIA & DISTRIBUZIONE

Fascicolo: 2 / 2003

L’obiettivo del presente lavoro è quello di fornire una lettura interpretativa dell’ormai noto fenomeno della evoluzione del ruolo del punto vendita da veicolo commerciale a strumento di comunicazione dell’identità di marca e luogo privilegiato di interazione con il cliente. Tale evoluzione è il risultato del progressivo orientamento delle strategie di marca verso contenuti di tipo esperienziale, la cui finalità è quella di differenziarsi dai concorrenti facendo sperimentare al consumatore sensazioni fisiche ed emotive in grado di rafforzare il legame con il prodotto e con la marca. Rispetto a tali strategie il luogo di acquisto assume una nuova rilevanza strategica e vede ridefinite le sue caratteristiche strutturali e la sua funzione, trasformandosi in un teatro attraverso il quale mettere in scena una rappresentazione tangibile ed esperienziale della concezione estetica e dei valori della marca e far vivere al cliente una esperienza (brand experience) multisensoriale ed emotivamente coinvolgente. Al fine di ottimizzare l’efficacia della rappresentazione lo spazio di vendita vede ridefinite in forma teatrale le sue caratteristiche strutturali e si arricchisce di nuove fonti di valore quali la tematizzazione e l’intrattenimento (retail-tainment). Partendo dall’analisi dei mutamenti che stanno interessando le strategie di branding da un lato e le modalità di gestione degli spazi di vendita dall’altro, il presente lavoro si sofferma sulla definizione delle principali leve che una marca può utilizzare per trasformare i propri spazi di vendita in teatri di comunicazione. Tali leve vengono schematizzate attraverso la costruzione del paradigma del branding retail-tainment, che definisce le caratteristiche genetiche dei luoghi di acquisto in grado di unire ad una rappresentazione tangibile dei tratti dell’identità di marca (finalità di branding), un’attività di shopping piacevole e dai forti connotati di intrattenimento (retail-tainment). La formula distributiva che più delle altre sintetizza i connotati di tale paradigma è il flagship store, di cui l’articolo, nell’ultimo paragrafo, propone alcuni casi di successo quali le Niketown e le boutique di lusso.