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Luogo emblematico, e allo stesso tempo nodo cruciale delle contraddizioni del mondo di oggi, la Palestina è la vivida, raggelante rappresentazione della barbarie verso la quale l’umanità viene fatalmente sospinta quando si decide – per fanatismo, per calcolo o per insipienza di non tenere in conto i diritti inviolabili dell’uomo e le regole della coesistenza tra i popoli. Due recenti missioni in quella regione (l’una con International Democratic Lawyers Association, l’altra con i Giuristi Democratici) mi consentono di parlarne con cognizione diretta e di soffermarmi su alcuni degli aspetti più allarmanti e significativi, quali sono emersi anche dai numerosi incontri e colloqui avuti con membri dell’ANP (Autorità nazionale palestinese) e del PLC (Palestian Legislative Council), con avvocati (anche israeliani), sindacalisti, giornalisti, docenti, magistrati, religiosi, rappresentanti di organizzazioni non-governative, semplici cittadini, parenti delle giovani vittime dell’Intifada; nonché sul procedimento penale, tuttora in corso, che vede imputato il segretario di Al-Fatah in Cisgiordania e membro del Parlamento palestinese, Marwan al-Barghouti.
Gli attuali disegni di trasformazione della organizzazione giudiziaria italiana provocano la naturale preoccupazione dei magistrati di tutti gli altri paesi europei. Il progetto di separazione delle carriere nella magistratura italiana in due corpi distinti giudici e pubblici ministeri sollecita, in particolare, i magistrati portoghesi che l’esperienza della separazione delle carriere vivono, con esiti assai preoccupanti, da più di vent’anni.
1. La ragionevole durata del processo civile / 2. La riforma del processo civile: la giustificazione politica / 3. La riforma come ritorno al passato?
1. Il nuovo articolo 111 Costituzione e il processo civile / 2. La legge fallimentare e il giusto processo: a) l’imparzialità del giudice delegato / 3. ... b) il procedimento prefallimentare non regolato dalla legge / 4. ... c) dichiarazione d’ufficio del fallimento e principio della domanda.
1. Le alterne ragioni della riforma / 2. I nodi della riforma: eccesso di delega e mancata valutazione dell’impatto delle nuove norme / 3. Rapidi cenni sui contenuti della riforma / 4. Il processo a cognizione piena / 5. Il modello di collegialità e la relazione collegio-giudice relatore.
1. Gli interessi protetti dal controllo giudiziario e le principali forme del controllo / 2. Le modifiche introdotte dalla riforma del diritto societario. Il primato dell’autonomia statutaria / 3. I controlli interni / 4. Il controllo giudiziario (4.1. Il controllo preventivo del tribunale / 4.2. Le azioni di invalidità degli atti societari / 4.3. Le azioni di responsabilità / 4.4. Le modifiche dell’art. 2409 codice civile) / 5. Rilievi conclusivi.
1. Premessa / 2. Riforma del diritto societario e modelli di controllo “interno”: alcune riflessioni sugli interessi tutelati / 3. La disciplina dei modelli di controllo “interno”: la tecnica legislativa utilizzata / 4. segue. Il sistema c.d. tradizionale / 5. segue. Il sistema c.d. dualistico / 6. segue. Il sistema c.d. monistico.
1. Un lungo percorso / 2. Dalla tutela dei creditori allo shareholder value / 3. Modelli su misura dell’impresa/ 4. Le variabili della società per azioni / 5. Il radicamento contrattuale della società a responsabilità limitata / 6. La riduzione dello spazio giudiziario.