La ricerca ha estratto dal catalogo 106652 titoli
Luogo emblematico, e allo stesso tempo nodo cruciale delle contraddizioni del mondo di oggi, la Palestina è la vivida, raggelante rappresentazione della barbarie verso la quale l’umanità viene fatalmente sospinta quando si decide – per fanatismo, per calcolo o per insipienza di non tenere in conto i diritti inviolabili dell’uomo e le regole della coesistenza tra i popoli. Due recenti missioni in quella regione (l’una con International Democratic Lawyers Association, l’altra con i Giuristi Democratici) mi consentono di parlarne con cognizione diretta e di soffermarmi su alcuni degli aspetti più allarmanti e significativi, quali sono emersi anche dai numerosi incontri e colloqui avuti con membri dell’ANP (Autorità nazionale palestinese) e del PLC (Palestian Legislative Council), con avvocati (anche israeliani), sindacalisti, giornalisti, docenti, magistrati, religiosi, rappresentanti di organizzazioni non-governative, semplici cittadini, parenti delle giovani vittime dell’Intifada; nonché sul procedimento penale, tuttora in corso, che vede imputato il segretario di Al-Fatah in Cisgiordania e membro del Parlamento palestinese, Marwan al-Barghouti.
Gli attuali disegni di trasformazione della organizzazione giudiziaria italiana provocano la naturale preoccupazione dei magistrati di tutti gli altri paesi europei. Il progetto di separazione delle carriere nella magistratura italiana in due corpi distinti giudici e pubblici ministeri sollecita, in particolare, i magistrati portoghesi che l’esperienza della separazione delle carriere vivono, con esiti assai preoccupanti, da più di vent’anni.